Tutti siamo cresciuti inconsciamente nel trip dello Stregatto del Paese delle Meraviglie e degli elefanti rosa di Dumbo, sognando a occhi aperti che quel mondo potesse diventare realtà. Ecco quello che è successo ieri sera, 3 luglio, allo stadio di San Siro per la prima data italiana dei Coldplay.
Un trip perfettamente pop di fuochi d’artificio, palloncini colorati, coriandoli, braccialetti luminosi e laser.

Alle 21.20 esatte, con un po’ di sorpresa, non è la voce di Chris Martin a far tacere il pubblico, ma la nostra amata beniamina del canto italiano Maria Callas, seguita dal countdown e da un video di alcuni ragazzi che annunciano “la band migliore del mondo” – forse un po’ esagerato ma in linea con l’atmosfera di hype che si sta creando anche con l’inizio del lampeggiare dei braccialetti che ogni spettatore possiede.

Partono i primi fuochi d’artificio e sulle note iniziali di “A Head Full of Dreams” la band fa la sua entrata. Si inizia subito a cantare a squarciagola con tutta la voce che si ha e che, a ogni brano, se ne va, si allontana per unirsi all’armonia universale creata all’interno delle mura dello stadio.

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Il palco è un arcobaleno, colori che cambiano a seconda del ritmo e del crescendo musicale e fisico. Un’energia che esplode e irradia di colori i 60mila braccialetti che si muovono, saltano, ballano con le note. Ma non sono solo gli effetti speciali a rendere l’atmosfera magica: sono anche quelle canzoni, quelle parole, quei testi che, ogni volta, ci emozionano e ci coinvolgono e che sentite cantate dal vivo toccano tutte le corde dei nostri cuori. Dalle più romantiche come “Yellow”, “The Scientist”, “Everglow”, “Fix You”, “Always in my head”, “Magic” alle più energiche quali “Viva la vida” con il violinista italiano Davide Rossi, “Charlie Brown” con il divieto di Chris di usare i telefonini e pensare solo a saltare, “Paradise” con in coda il remix EDM.

Inoltre, Chris non ci fa mancare nulla e ci regala anche una cover degli Oasis, “Don’t look back in anger”, cantata e suonata dal piccolo palco posizionato in mezzo alla gente.
Il gran finale vede “Something Just Like This”, “A Sky Full of Stars” e “Up&Up” con un crescendo di laser, colori e coriandoli.

La band ha saputo creare uno show ricco scenograficamente e musicalmente, pienamente coinvolgente da ogni punto di vista. E allora come direbbe il buon vecchio Enrico Papi: mooseca.

Scaletta: A Head Full of Dreams, Yellow, Every Teardrop Is a Waterfall, The Scientist, God Put a Smile Upon Your Face, Paradise (con Tiësto remix outro), Always in My Head, Magic, Everglow, Clocks, A Hopeful Transmission, Charlie Brown, Hymn for the Weekend, Fix You (con Midnight excerpt in intro), Viva la Vida (con Davide Rossi), Adventure of a Lifetime, Kaledioscope, In My Place (con la cover degli Oasis, Don’t Look Back in Anger), Don’t Panic, Us Against the World, Something Just Like This, A Sky Full of Stars, Up&Up

A cura di Stefania Fausto

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