Ciulla è Antonio Ciulla, che ha preso il suo cognome e ne ha fatto il nome d’arte. In un freddo pomeriggio d’inverno lo abbiamo contatto su Whatsapp per mandargli delle giph colorate e per chiedergli di “Canzoni dal quarto piano”, il suo album d’esordio.

Ciao Ciulla! Ci racconti un po’ chi sei e come nasce il tuo progetto artistico?

Ciao! Ho deciso di usare Ciulla, il mio cognome, come nome d’arte perché mi chiamano tutti così da quando sono piccolo e quindi ho deciso di esorcizzare la cosa mantenendolo. Sono un ragazzo nato a Lucca che scrive canzoni da un bel po’ di anni, e dopo una lunga permanenza nei Violacida, un gruppo in cui ho militato per parecchi anni, ho deciso di mettermi in proprio e ho registrato il mio primo disco da solista, “Canzoni dal quarto piano”, uscito a settembre.

A proposito del tuo disco, come stai vivendo questi suoi primi mesi di vita?

Me la vivo bene perché sto facendo parecchie date e sono immerso nel tour, quindi penso soltanto a suonare dal vivo. Il disco è uscito da poco ma è stato registrato un bel po’ di tempo fa, quindi l’attesa si era anche consumata nel tempo. Non ce la facevo più, doveva uscire questo disco! Ora è uscito e lo sto portando in giro il più possibile.

Tu sei di Lucca ma hai vissuto in varie città, fra cui Bologna. Quanto questa città è stata importante per te e quanto ha influito sulla tua musica?

Non saprei rispondere precisamente a questa domanda. Ha influito per il semplice fatto che ho scritto il disco a Bologna, abitavo lì in quel momento e l’ho scritta in un momento in cui stavo per lasciare la città perché stavo per laurearmi. Sicuramente ha influito nel titolo del disco (il quarto piano lo visualizzo proprio come la mia singola in via Petroni) e nella sua dimensione un po’ intimista.

Il titolo del disco rievoca anche un po’ “Il libro dell’inquietudine”, in cui Pessoa diceva che dal suo quarto piano vedeva l’infinito. Se dovessi affacciarti in questo momento dal tuo quarto piano, cosa vedresti?

Non è solo una rievocazione, è proprio una citazione. Proprio mentre scrivevo il disco leggevo “Il libro dell’inquietudine”, quindi mi è sembrato giusto inserire la dimensione del quarto piano nelle canzoni che stavo scrivendo e anche nel titolo. In questo momento quando mi affaccio dal mio quarto piano vedo il mare perché attualmente vivo vicino al porto di Livorno, sulla spiaggia.

Beh che invidia… è lì che trovi ispirazione per nuove canzoni?

(Ride) Questa è una domanda che mi fanno in molti, ma non lo so se trovo ispirazione. L’ispirazione in realtà la trovo dal mio stato d’animo, dai rapporti umani che vivo, da certe cose che leggo o certi discorsi che sento. Il mare paradossalmente, pur essendo molto presente nel mio disco, è un elemento che mi ispirava quando non lo vedevo e quando non ci stavo. Da quando invece sto sul mare, è un po’ come se fosse sparito dalla mia poetica.

C’è una canzone del disco a cui sei particolarmente affezionato?

Sì, ti direi “Ventisette anni“. Non so se è la più bella, ma personalmente è quella che mi tocca di più, sia quando la suono, sia quando la ascolto ancora oggi.

Per altro quando l’ho ascoltato mi ha ricordato a tratti lo stile dei Tiromancino dei primi 2000, ci sono degli artisti che ti hanno influenzato?

Più che i Tiromancino ti direi proprio Riccardo Sinigallia, anche se non tutto, ma quello che ho sentito mi ha influenzato, soprattutto per il ritmo delle chitarre. Poi ci sono tanto i Beatles, che sono un mio ascolto da quando sono piccolo, e – non mi vergogno a dirlo – quando ho scritto il disco mi sono un po’ fatto influenzare dalle cose italiane che stavano uscendo in quel periodo.

Mai vergognarsi! Per chiudere, ti va di dirci come stanno andando i live e dove potremo venire a sentirti nei prossimi mesi?

I live stanno andando bene, ho avuto la fortuna di farne molti e di fare anche delle belle aperture: ho aperto il concerto dei Canova, di Giorgio Poi e di Fulminacci, dove mi sono molto divertito. Le prossime date saranno fra gennaio a febbraio, si va da Roma, a Seregno, poi un giro del sud. Per voi che siete più della zona, il 14 febbraio sarò all’Arci Il Ritorno di Seregno. Per tutte le date potete controllare il calendario sul mio profilo Instagram che è in continuo aggiornamento!

 

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A cura di Greta Valicenti

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