Il Cinema Ritrovato: Victoria

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VictoriaQuesto film non lo avete mai visto, eh? Probabilmente non l’avete nemmeno sentite nominare, dite la verità. In realtà si tratta di uno splendente gioiello uscito solo nel 2015. Presentato alla 65 Berlinale, Victoria di Sebastian Schipper è uno strabiliante piano sequenza di 2 ore e 20 minuti. La ventenne Victoria (Laia Costa), originaria di Madrid ma da 3 mesi a Berlino, balla in discoteca, sola, mentre la telecamera si avvicina scrutandola. All’uscita incontra Sonne (Frederick Lau), “un vero berlinese” in giro con i suoi amici, e scatta subito la scintilla. Girano per la strade notturne di Berlino rubando birra, salendo sui tetti, ridendo e scherzando fin quando i suoi nuovi amici non vengono chiamati a rapinare una banca. E Victoria cosa farà?

Victoria è una delle realizzazioni tecniche più impressionanti degli ultimi tempi, un esercizio di stile che fin dalle prime luci ci mette al suo fianco per non lasciarla più, immergendoci nell’azione viva e raccontandoci la voglia di sentirsi vivi, la paura, e la frenesia della protagonista. Il pubblico è chiamato a partecipare alla pellicola, a vivere le scene insieme ai suoi protagonisti, magicamente catapultati dentro lo schermo.

Si potrebbe dire che il film è diviso in due parti: il coming-of-age film che si presenta all’inizio si trasforma fluidamente in un thriller dal ritmo crescente che pompa adrenalina fino a togliere il fiato. L’elemento immersivo e la straordinaria interpretazione del cast sono la chiave vincente di questo film che chiede molto ai suoi protagonisti, che improvvisano la maggior parte delle scene basate su una sceneggiatura ridotta all’osso. Costa, in particolare, è notevole: passando da spensierata a scioccata nel corso di una mattina, non colpisce una nota falsa. Nei titoli di coda appare prima di tutti il nome dell’operatore Sturla Brandth Grǿvlen che eroicamente ha girato la copia definitiva dalle 4.30 del mattino finendo 140 minuti più tardi compiendo acrobazie incredibili. Ma l’interesse nel film non sta solo nella tecnica virtuosistica: Sebastian Schipper vi conduce passo dopo passo tra l’immensa scenografia urbana tra café, tetti e flirt fino alla guida di un auto in cui chi si ci trova non avrebbe mai pensato a qualcosa del genere.

Gli estimatori del noir non possono perdersi questo film dove la metropoli è il palcoscenico che occupa l’azione. Ma anche chi non lo è non può non restare incantato dal sensazionale inizio, che vuole strizzare l’occhio a Gaspar Noé, e dalle vicende che prendono vita sotto il nostro sguardo. Mai noioso, estremamente realistico, Victoria è un opera semi-sconosciuta a cui siamo pronti a ridare vita e luce per ridare la giusta importanza a questo film che non è mai stato distribuito nelle nostre sale, ma che è qui, ora, per rivivere insieme a voi.

A cura di Antonio Mancina

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