Tre storie, una verità. È questa la premessa dietro Sette minuti dopo la mezzanotte di J. A. Bayona del 2016 (il cui titolo originale è A Monster Calls). È questa la richiesta che il Tasso fa al nostro protagonista Conor O’Malley, vessato dai bulli e con una madre in fin di vita che incontrerà il mostro, il Tasso appunto, che lo porterà ad affrontare un viaggio straordinario (e ad affrontare i suoi problemi) attraverso il racconto di tre storie al termine delle quali esigerà la sua, la sua verità.

Il film di Bayona è un piccolo gioiello: si rifà allo stile e ai temi cari a Guillermo Del Toro senza però imitarlo, con una fiaba dark, azzarderei anche “antidisneyaina”, che spiazza e colpisce. È un romanzo di formazione struggente, adattato dal libro omonimo di Patrick Ness che si rivela essere una base molto solida di cui la sceneggiatura riesce a delineare molto bene il tumulto di emozioni che vive il nostro eroe adolescente, allo stesso modo in cui riesce a essere molto delicato sia nell’inserire l’elemento fantasy in una storia di per sé drammatica quanto nella precisione in cui misura le scene: non ci sono exploit che non siano voluti o che siano fuori posto.

La regia sicuramente sa valorizzare lo script, sapendosi adattare al ritmo della narrazione e sapendo coniugare molto bene le parti in live action con quelle animate (le storie del mostro sono narrate tramite la tecnica dell’animazione). Degno di nota è sicuramente l’ottimo cast: Lewis MacDougall, il ragazzo che interpreta il protagonista, è eccezionale ed è supportato da una straordinaria Felicity Jones con Toby Kebbell, Sigourney Weaver (strepitosa), Geraldine Chaplin e Liam Neeson che interpreta in motion capture il Tasso.

In conclusione, una storia che utilizza l’elemento fantastico non solo per stupirci o riportarci a quando eravamo bambini ma per ricordarci che possiamo recuperare quell’immaginazione fanciullesca per comprendere e risolvere i problemi della nostra vita adulta. Una pellicola sicuramente da recuperare, specie se avete amato Il labirinto del fauno di Del Toro (2006).

Alla prossima!

 

A cura di Fabio Facciano

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