Nulla di banale, niente sangue o scene violente: solamente cinica realtà che, attraverso un occhio critico, arriva a disvelare un’élite che intende perseverare nel proprio diabolico controllo. L’angoscia di una donna, di una moglie, di una madre. In questa produzione, una delle sue più cupe ed inquietanti, il Maestro Roman Polański ricostruisce l’intero processo di incatenamento e sottomissione di una giovane coppia da parte di una congrega occulta, devota al Demonio.

La storia ha inizio nel 1965, anno in cui una giovane coppia, costituita dai coniugi Woodhouse, arriva carica di aspettative a New York. Decidono, ignorando il consiglio di un caro amico, di affittare un lussuoso appartamento al Bramford, luogo noto all’élite newyorchese. Ma questo palazzo, che nella realtà, è stato teatro dell’assassinio di John Lennon, nel film, ha la fama di aver ospitato i più celebri stregoni dell’Ottocento.

I due giovani vengono soggiogati dall’eccentrica coppia di anziani loro vicini, i Castevet. Da teneri impiccioni, inizieranno pian piano a diventare sempre più asfissianti: magistrale la prova di Ruth Gordon, tanto da permetterle la vittoria dell’Oscar. Durante il loro primo incontro, Roman Castevet promette a Guy Woodhouse fama e ricchezza, attraverso un vero e proprio patto con il Diavolo. Una sera infatti, drogata e svenuta, Rosemary viene concessa al mostro infernale, che la possiede durante un rituale satanico. L’incubo della giovane è reale, tanto che dirà: «Questo non è un sogno, questo sta succedendo davvero!». È la fine dell’illusione, il crollo della sua educazione cattolica e dei suoi sogni. Allo stesso tempo, è l’inizio di una gravidanza che non avrà nulla di umano.

Lo spettatore è intrappolato nel clima di angoscia che affligge la protagonista. Diventa partecipe del dolore e delle punizioni, ma come lei sembra quasi sentirsi succube ed impotente. Rosemary diventa totalmente controllata quando viene consegnata ad Abe Sapirstein, ostetrico della ricca New York e membro della congrega satanica. A questo punto, però, qualcosa sembra voler aiutare la giovane donna. L’amico Edward Hutchins, compresa la sua situazione, tenterà di salvarla, finendo anch’egli in mezzo alla setta. Il tragico epilogo vede Rosemary unire i pezzi del puzzle che la circonda: incapace di ottenere sostegno, dovrà dare alla luce il figlio del Demonio.

Il film risulta fortemente simbolico e ben strutturato: la nascita del bambino, che viene vista come l’inizio di una nuova era, avviene nel giugno del 1966, corrispondente al numero demoniaco 666. Questa precisione nei particolari attirerà sul film parecchi dubbi e critiche. Venne avanzata l’ipotesi che Polański avesse chiesto un consulto tecnico ad Anton LaVey, fondatore della Chiesa di Satana. Il film, inoltre, ha acquisito con gli anni una carica emozionale a causa dei tragici avvenimenti successivi alla diffusione: l’assassinio di Sharon Tate, moglie del regista, per mano della setta Manson Family, oppure l’omicidio di John Lennon nello stesso palazzo.

 

A cura di Andrea Tenconi

 

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