Eccoci di nuovo al “Cinema ritrovato”, pronti a riscoprire un altro di quei cult che spesso e volentieri sono abbandonati a un tragico destino di smemoratezze. Dopo l’ultimo appuntamento con Antonioni, oggi vi raccontiamo La Cosa, film del 1982 diretto da John Carpenter e considerato uno dei suoi lavori migliori, punto di non ritorno del così detto new horror.

Siamo in Antartide, a 30 gradi sotto lo zero e un giorno davanti la base americana succede un episodio abbastanza imprevisto. Un ricercatore norvegese a bordo di un elicottero sorvola la zona cercando disperatamente di abbattere un cane di razza husky, che fugge all’impazzata verso il rifugio americano. Poiché il norvegese non si risparmia sul far fuoco viene abbattuto dai ricercatori americani e il cane viene tratto al riparo.

Peggior scelta non potevano farla. Per scoprire cosa passasse nella testa a quel norvegese impazzito, alcuni studiosi della base americana si dirigono verso l’altra norvegese e la trovano tutta distrutta e con un corpo in uno strano stato di decomposizione. Nel frattempo, quando l’husky viene rinchiuso nella gabbia decide di trasformarsi in un essere rivoltante e incominciare a inghiottire gli altri cani vicino a lui.

Qui incomincia a delinearsi la classica tensione “carpentiana”: l’elemento di terrore non si rende mai chiaramente visibile, dando un’immagine chiara di ciò che si tratta, ma tormenta i personaggi con l’alone di mistero che costruisce intorno a lui. La creatura viene abbattuta ed esaminata e si scopre essere un’entità aliena in grado di assimilare le cellule degli altri esseri viventi e prendere le loro sembianze. E poiché nel corpo rinvenuto nella base norvegese il germe alieno è ancora vivo, incomincia ad infettare tutta la base scatenando il chaos.

Il medico (Wilford Brimley) perde completamente la brocca, mettendo fuori uso spazzaneve, elicottero e tutto quello che trova intorno a lui poiché non vuole essere complice di una possibile infezione mondiale. La situazione viene presa sottobraccio dal tenente R.J. MacReady (Kurt Russel), il quale però dovrà sempre guardarsi le spalle rispetto a possibili complotti dei suoi sottoposti. Perché nessuno si fida più di nessuno. La creatura de La Cosa potrebbe essere in chiunque e il sospetto può nascere veramente con una semplicità inaudita.

Accompagnato da una fantastica e incalzante colonna sonora di Ennio Morricone, questo film è celebre per aver utilizzato gli effetti speciali come mai prima di allora, protagonisti attivi della pellicola stessa, costruiti alla perfezione per rendere più chiaro possibile il mondo narrativo che, attraverso questo parassita schifoso, è afflitto dalla claustrofobia e dal pessimismo assoluto.

Impressa nell’immaginario collettivo rimane la scena del defibrillatore, decisamente “splatter” e che ha conferito al film la definizione di gore. Questi connotati truci de La cosa son stati fonte d’ispirazione per tanti altri film del genere, tra cui anche l’ultimo di Tarantino in Heathful Eight, che lo splatter se lo mangia a colazione.

La Cosa però non è solo effetti speciali: è l’horror che ti si aggrappa al cuore tenendoti lì e non facendoti ben capire dove può arrivare a colpirti. A meno che non si sia direttamente infilato in te. In quel caso non hai più via di scampo.

A cura di Edoardo Marcuzzi

Commenti su Facebook
SHARE