«Sun sets, we wander through a foreign town
Strangely, there’s nobody else around»

Sono questi i primi versi che accolgono lo spettatore venerdì 1 dicembre, al Fabrique, dopo un’attesa concitatissima per vedere salire sul palco i Cigarettes after sex, il gruppo pop-noir che sta vivendo il periodo più florido della sua carriera. Con un EP alle spalle, registrato nel 2012, solo quest’anno infatti è stato pubblicato il primo vero e proprio omonimo CD, Cigarettes After Sex.

Con la prima canzone, Sunsetz, che narra di alcuni ricordi vividi di un viaggio d’amore, con toni estremamente malinconici e soffusi, Gregg Gonzalez, il cantante, predispone l’immaginario del pubblico all’avventura che stanno per intraprendere insieme.  Alla fine non è così difficile figurarsi di essere da soli su una macchina con i Cigarettes, nonostante attorno a noi ci siano tantissime altre persone, tutte, a loro volta, sole.

La peculiarità vocale di Gregg risiede nella sua tonalità quasi femminile che rispecchia la sensibilità acuta espressa nelle lyrics.

Il pubblico che la band americana trova a Milano è il più disparato: non solo ragazzi, chi incravattato e chi in total-black, ma tra la folla abbiamo individuato anche qualche chioma bianca.

Il binomio tra le loro canzoni malinconiche e le visual bianche e nere di film della Nouvelle Vague crea un’ambientazione esasperatamente bonjour tristesse. Spiccano inquadrature di Anna Karina ad incorniciare canzoni struggenti come ‘K.’e ‘Affection’.

Noi ci siamo convinti per un attimo di trovarci all’interno di un film di David Lynch, o nel finale di qualche episodio della terza stagione di Twin Peaks, quando viene riscritta la trama, e il vero protagonista risulta essere la band che suona nel bar della città qualche immancabile canzone commovente, con tastiere 90’s.

Ci siamo promessi di non utilizzare gli aggettivi “etereo” ed “onirico”, che avremo pronunciato almeno una quarantina di volte durante la performance, quindi parleremo del live come di un’esperienza rarefatta e sognante. Senza perdersi in questioni terminologiche, l’impressione è davvero quella di trovarsi in una dimensione parallela in cui non vigono più le leggi della fisica. Socchiudendo gli occhi, infatti, ci siamo sentiti fluttuare accompagnati da bassi vibranti e da tastiere incredibilmente dream-pop.

Il momento di maggiore Spannung viene raggiunto alle prime note di ‘Nothing’s Gonna Hurt You Baby’, il brano che ha annunciato – si tratta infatti della loro primissima canzone registrata – e contemporaneamente consacrato la band. Il pubblico, commosso, non si è lasciato sfuggire neanche una parola, accompagnando Gregg Gonzalez dall’inizio alla fine.

Una delle visual che ci è rimasta più impressa è quella che ritrae il cadere continuo della neve all’interno del cortile di una palazzina antica che, sciogliendosi e fondendosi con la voce androgina di Gregg, ci è sembrata creasse un’atmosfera incredibilmente calda e accogliente. Specialmente in questi giorni in cui tanto attendiamo la prima nevicata su Milano, i Cigarettes After Sex hanno compiuto un miracolo.

A cura di Francesca Faccani e Carlo Michele Caccamo

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