Chiara Dello Iacovo @ Arci Ohibò (Milano)

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È giovedì sera e a Milano è tornata la pioggia. All’Arci Ohibò il clima però è caldo e familiare per il concerto di USCITA D’EMERGENZA TOUR di Chiara Dello Iacovo, la giovanissima cantautrice piemontese che ormai da un anno gira l’Italia con il suo primo lavoro, Appena sveglia. Il pubblico è vario, giovani e giovanissimi aspettano gomito a gomito con qualche spettatore più in là con gli anni che in qualche caso ha portato i bambini.

C’è chi gioca una partita a biliardo, chi prende subito il posto sotto il palco e chi chiacchiera con i baristi, ma l’attesa all’Ohibò passa veloce. A un certo punto la musica di sottofondo sfuma, le luci si concentrano sul palco e capiamo che è il momento di avvicinarci. Sul palco salgono per primi i due strumentisti/compagni di avventura di Chiara: Alberto Rubatti (chitarre, basso) e Fabio Brunetti (batteria, drum machine) l’hanno accompagnata in tutti i tour di quest’ultimo anno e ormai sono un trio rodato e in ottima sintonia.

Chiara sale sul palco con una pistola in una mano e un manichino in braccio, si avvicina al microfono e saluta il pubblico. Dello stile di Chiara sorprende la sincerità e la semplicità con cui parla di sé, della sua musica e di quello che per lei vuol dire. Scherza a lungo col pubblico tra una canzone e l’altra, come una di quelle persone che ti stanno simpatiche a pelle. È lei stessa a spiegarci come la musica sia stata per lei una valvola di sfogo, un modo per tornare a dare più peso alle proprie emozioni dopo un periodo in cui aveva capito di essere troppo quadrata. E in effetti il concerto dà proprio questa impressione, si passa senza problema da pezzi ballabili e allegri a canzoni più riflessive, tristi e drammatiche. Anche Chiara, nel corso della serata, passa dalle tastiere al sintetizzatore al basso senza nessun problema.

La scaletta contiene tutti i brani di Appena sveglia più qualche omaggio e cover. Si parte con Vento e Soldatino per poi dare una botta di energia con La mia città e Introverso. Chiara disegna e realizza da sola i suoi costumi di scena che cambia più volte nel corso della serata. Dopo il primo cambio torna sul palco per due cover: Siamo Dei, di Lucio Dalla, e Fame d’aria, di Mimosa. Si oscilla ancora tra due estremi: dopo la malinconica Donna, Chiara tira fuori la ben più allegra Scatola di sole.  Seguono Genova (Le persiane sono verdi) e 1° Maggio e una terza cover, Cornflake Girl di Tori Amos (dove Rubatti entra anche come seconda voce). Il concerto si avvia verso la conclusione, Chiara saluta i milanesi con La rivolta dei numeri e Il Signor Buio, pezzi che chiudono anche l’album.

Dopo aver lasciato il palco il pubblico ne chiede un altro, applaude e si sentono urlare alcune dichiarazioni d’amore. Tornati sul palco, i tre ci scaldano un’ultima volta bissando Introverso poi salutano per davvero, il concerto è finito.

A cura di Diego Maroni

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