CHI STA DIETRO ROCKGARAGE.IT?

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a cura di Carlo A. Giardina

Cari lettori, per questo numero di Inside non troverete qualche mio articolo strambo su Autogrill e cenoni di Natale. Neanche una qualche recensione del “discone” di turno. Oggi vi scaravento addosso una bella intervista. Ovviamente non vi anticipo nulla, quindi iniziate a leggerla!

C. Ciao Marcello. Chi sei? Da dove vieni?Cosa fai a Milano? Raccontaci un po’, così da far capire ai lettori di cosa ti occupi.

M. Ciao a tutti, mi chiamo Marcello Zinno. Attualmente sono direttore di RockGarage, una webzine (io preferisco chiamarlo e-magazine) che si sta diffondendo a macchia d’olio, ma in passato ho collaborato per molti siti del panorama italiano più o meno importanti di musica. Vivo a Milano ormai da più di 9 anni e devo ahimè ammettere (essendo originario di Napoli) che il Nord nel campo musicale è più “organizzato” del Sud Italia. Non mi riferisco alla voglia di far musica (ci sono centinaia di band validissime anche al Sud) ma alle opportunità per suonare, alla rete di contatti, all’organizzazione di eventi, alle etichette…ma su questo si potrebbe parlare per delle ore. Oltre ad occuparmi di RockGarage scrivo anche per la rivista cartacea GuitarClub per la quale mi occupo di approfondimenti tematici e di recensioni.

C. Che bel progetto! Come è nata l’idea di creare RockGarage?

M. L’idea è molto semplice. Come dicevo, per anni ho fatto parte di altre redazioni e ho notato tantissime cose che non vanno nella direzione della musica. Opportunità sprecate, band meritevoli a cui non viene offerto spazio, linee editoriali spesso assenti, poca professionalità dei caporedattori, molti aspetti che mi hanno portato a pensare alla fatica immane che una band impiega per emergere e alla leggerezza con cui vengono trattate alcune questioni in redazione. Per questo ho deciso di creare un e-magazine nuovo, teso alla professionalità, che offra spazio alla vera musica rock e heavy metal e ne dia una valutazione oggettiva. Riceviamo tra le 60 e le 80 e-mail al giorno e le leggiamo tutte. Cerchiamo di dare una risposta a tutte e quando possiamo (e soprattutto quando la meritano) dar loro visibilità per farli conoscere. Pubblichiamo due recensioni al giorno (a volte anche tre) e questo accade 365 giorni l’anno, compresi i festivi, perché se il vantaggio di essere nati in rete è l’essere “real time” questo vantaggio va sfruttato. In più cerchiamo collaborazioni con grandi operatori del settore che meritano spazio e visibilità, persone che da anni (spesso decadi) si sforzano per creare palchi e offrire spazio alle band per proporre la loro musica. Lo scorso mese abbiamo ufficializzato una collaborazione con il Maximum Festival, ormai giunto alla sesta edizione (l’anno scorso ha visto 3.000 spettatori), abbiamo invece da pochissimo chiuso un accordo con il prestigiosissimo Sziget Festival di Budapest, accordo di cui vado particolarmente fiero.

C. Parlaci un po’ più nel dettaglio di RockGarage. Com’è strutturato? Come sono organizzati gli articoli al suo interno?

M. In teoria RockGarage è una vera e propria rivista musicale incentrata su una grafica semplice ma accattivante. Personalmente sono contrario ai siti troppo complessi con un home page illeggibile piena di contenuti…a noi piace andare diretti al punto. RockGarage è settoriale: non troverete album pop o dance. La nostra cultura è rock e heavy metal, tutto ciò che è al di fuori lo lasciamo agli altri. In pratica RockGarage è qualcosa di più: è un “dizionario del rock”, un mondo in stile wikipedia in cui non c’è una vera e propria redazione ma chiunque può collaborare al fine di arricchire i contenuti del sito e offrire informazioni ai lettori. La cultura musicale è un patrimonio di tutti e va ampliata e noi cerchiamo di fare il nostro meglio tutti i giorni. Ovviamente prima di iniziare a collaborare con RockGarage c’è un iter che si basa su una nostra valutazione al fine di garantire che le recensioni pubblicate siano di buon fattura: uno dei nostri obiettivi è differenziarci dai blog d’informazione. I blog sono spazi in cui ognuno dice la sua e chiunque, anche non esperto, è libero di raccontare un avvenimento o commentare una canzone. RockGarage si allinea ad un profilo giornalistico in cui le valutazioni sono offerte da persone esperte e le informazioni accuratamente analizzate. Poi ci sono i live report, i foto report e le interviste (fatte tutte face-to-face, dal vivo con l’artista in questione!)

C. Ho notato che hai fatto molta gavetta: quanto e come ha influito sulla creazione del progetto Rockgarage?

M. Come dicevo prima ne ho viste di cotte e di crude scrivendo per altre webzine. La gavetta all’inizio svilisce, sembra che nessuno apprezzi il tuo lavoro, ma alla lunga è un patrimonio utilissimo di esperienza che diviene cultura. Purtroppo il mercato discografico non va a gonfie vele e come redattore ho vissuto il passaggio al digitale, anche nelle recensioni. Molte webzine accettano di recensire album in mp3 inviati tramite e-mail. rockNoi crediamo fermamente che questo svilisca l’opera dell’artista. Inquadrare un album come un insieme di brani è molto riduttivo oggi giorno. Un album è un prodotto artistico e sempre più un prodotto multimediale, multisensoriale (anche se il termine “prodotto” a me non piace particolarmente). Il nostro ruolo non è scrivere qualche riga dedicata all’album, come potrebbe fare un blog o una webzine generalista,ma dare una chiave di lettura e cercare di offrire una nostra interpretazione a quello che l’artista ha voluto dire. Questo non si può fare con degli mp3 sciolti e (come capita a volte) compressi anche ad un bit rate non perfetto, ma solo con una copia fisica e reale dell’album. Per questo per le nostre recensioni di nuove uscite accettiamo solo album in formato fisico. Siamo contrari agli ipool e anche al crowdfunding (su questo uscirà un mio articolo su GuitarClub di giugno), sono meccanismi che non valorizzano adeguatamente la passione e la qualità degli artisti. Infine non ci interessano le grandi etichette discografiche: abbiamo bocciato album ricevuti da major internazionali ed abbiamo promosso artisti autoprodotti veramente validi (come gli Axya che ci hanno convinto tanto da contattarli per il nostro primo RockGarage Party lo scorso gennaio). Ovviamente non è una regola, a volte alcune autoproduzioni sono davvero inascoltabili ma c’è da dire che spesso non è per mancanza di idee bensì per mancanza di mezzi.

C. Vuoi raccontarci qualche aneddoto simpatico a riguardo?

M. Gli aneddoti simpatici sono quelli che si vivono di persona, soprattutto in occasione delle interviste. Io mi stupisco sempre quando incontriamo artisti di grande calibro con cui ci si scambia quattro chiacchiere come fossimo amici da venti anni e band invece ancora emergenti che credono di essere diventate ultrafamose solo per aver firmato un contratto con un’etichetta. Esempi di persone alla mano che abbiamo incontrato sono Jordan Copeland (figlio di Steward Copeland, ex batterista dei mitici Police) per il suo nuovo progetto musicale, Dario Cappanera (chitarrista della Strana Officina), la famosissima Doro Pesch o anche Stef Burns un talento chitarristico che ha collaborato con personaggi come Alice Cooper, Judas Priest, Motörhead, Ozzy Osbourne, e che nel nostro Paese è ricordato per essere il chitarrista di Vasco Rossi e il marito di Maddalena Corvaglia (?!). Esempi invece di band meno modeste sono gli Enforcer che dopo la firma con la Nuclear Blast pensano di aver raggiunto la vetta…durante l’intervista credevamo di essere al cospetto di una band ormai all’apice della carriera mentre invece così non è.

C. Dato che i nostri principali sono studenti (almeno così dicono) universitari, cosa diresti per convincerli a partecipare a progetti del genere?

M. Vedi, il rock e l’heavy metal non sono generi musicali per tutti. A me piace immaginarli come degli iceberg. Fin quando resti sulla punta continuerai ad ascoltare solo le migliori band. Continuerai ad ascoltare Metallica, Rolling Stones e tutto quello che ha fatto la storia dei nostri generi. E questo è stupendo ed era assolutamente fondamentale fino ad una decina di anni fa. Oggi non basta, le produzioni “fatte in casa” sono di ottimo livello, anche senza il supporto discografico, il proliferarsi delle band è continuo, le forme di espressione artistica si sono evolute, i generi musicali moltiplicati. Il risultato è che non basta restare a guardare la punta dell’iceberg ma è necessario conoscere realtà più piccole che hanno un potenziale, già espresso o futuro, perchè è su di loro che si punta per il futuro del rock/metal mondiale. I grandi nomi prima o poi scompariranno e non possiamo ignorare quelle che sono le nuove leve che fanno molta più fatica ad emergere rispetto agli anni ’80 ma che hanno tutte le carte in regola (esempi sono gli Speed Stroke, i Panama Road, i Sula Ventrebianco, i Diluve, i De Curtis, i Maieutica, i Tubax, gli Homer, gli Shide e potremo continuare). Seguire il progetto, in qualità di lettore, o partecipare come collaboratore è come varcare la porta di un mondo prima sconosciuto che permette di conoscere le nuove frontiere del rock e dell’heavy metal e di sentirci anche, perchè no, un pò più orgogliosi di essere italiani.

C. Perfetto. Per concludere questa chiaccherata , vorresti anticiparci quali siano i tuoi propositi futuri? Magari anche riguardo a future collaborazioni…

M. Sì, al di là della musica, delle recensioni e dei concerti (che rappresentano ovviamente i fattori che fanno pulsare il cuore di RockGarage) c’è tanto altro. Da quest’anno abbiamo avviato il “RockGarage Party”, un format a tema per festeggiare il nostro magazine nel migliore dei modi: invitiamo a suonare su di un palco le band che più ci hanno convinto e che meritano spazio e ai lettori offriamo la possibilità di partecipare al concerto. A gennaio abbiamo avuto la prima edizione, ora stiamo programmando il 2° RockGarage Party (in collaborazione con la Costello’s Booking) che avrà luogo il 7 giugno prossimo. Avremo 4 band, davvero nomi notevoli, che ufficializzeremo a breve. Segnate la data in agenda (sul sito web prossimamente ci saranno i dettagli). L’anno scorso abbiamo presentato la T-shirt RockGarage con un disegno ideato da Andrea dello Squamificio Tattoo (stesso disegnatore di alcune copertine dei Raw Power) e a breve presenteremo la cover per iPhone personalizzata RockGarage. Attualmente abbiamo già una app per il mondo Android (ovviamente scaricabile gratis), presto sarà disponibile anche per il mondo Apple. Altri progetti bollono in pentola ma non vogliamo anticiparvi nulla….lo scoprirete sulle nostre pagine virtuali!

C. Grazie mille Marcello per aver risposto a queste domande sia da parte mia che da parte di tutta Inside.

M. Grazie a voi per averci ospitati e per costituire un’ulteriore fonte che dà voce alla musica. Cerchiamo tutti di incrementare la qualità dell’informazione del nostro Paese perchè la vera musica rock e metal di oggi merita molta più attenzione di quanto gli stanno offrendo!rock2

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