CHE COSA RESTA DEL MAESTRO L’ORA DI LEZIONE. PER UN’EROTICA DELL’INSEGNAMENTO

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A cura di Alessandro Melioli

“Esiste un aneddoto leggendario che riguarda il lavoro di Emilio Vedova come insegnante di pittura presso l’Accademia delle Belle Arti di Venezia. Quando un allievo si trovava paralizzato di fronte alla tela bianca, incapace di procedere, vittima dell’inibizione, il maestro interveniva immergendo uno spazzolone in un secchio di colore e imprimendo un violento colpo sulla tela. Questa offesa traumatica sortiva un effetto immediato: l’allievo, liberato dall’angoscia e dall’inibizione, poteva finalmente procedere nel suo lavoro”.

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Quante volte è capitato di sentirci come l’allievo descritto dall’aneddoto? È una sensazione d’inibizione, di perdita di ogni capacità inventiva, di stasi creativa. Non sappiamo come agire perché in quella tela bianca noi vediamo tutti i grandi pittori che ci hanno preceduto. Il confronto con i grandi del passato ci paralizza: saremo all’altezza del compito? Questo non avviene solo per pittori e poeti, ma capita ad ogni giovane intento a scrivere il libro della vita. Ogni volta che scegliamo siamo costretti a confrontarci col peso del nostro passato, individuale e collettivo. Possiamo vincere questa inerzia soltanto grazie all’incentivo del maestro che ha già maturato un’esperienza analoga. Oggigiorno sono sempre di più i giovani che sembrano persi di fronte alla scrittura della propria esistenza: da quelli che cercano fortuna lontano da casa, a coloro invece che cadono nella spirale della violenza, dell’isolamento o della noia. Molti di noi recano le tracce di questo smarrimento. Raramente i maestri ci vengono incontro. Che fine hanno fatto gli insegnati, coloro che, come dice il termine stesso, lasciano un segno? Che fine hanno fatto i padri, i nostri primi maestri di vita?

Di tali questioni si sono interrogati a lungo diversi intellettuali contemporanei; uno in particolare, Massimo Recalcati, ha di recente pubblicato un magistrale saggio sull’insegnamento: L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento. Psicanalista milanese, è autore di diversi libri riguardanti il desiderio, l’amore e, soprattutto, la figura del padre. Che cosa resta del padre si è rivelato un vero e proprio bestseller e anche quest’ultimo libro ha raggiunto la vetta delle classifiche di vendite e ha contribuito a rendere Recalcati sempre più celebre.

Intrisa di vissuto personale, l’opera si divide in cinque capitoli nei quali l’autore riflette su cosa vuol dire insegnare in un mondo senza padri e senza maestri. La Scuola, un tempo baluardo della tradizione, sembra ormai smarrita tra i suoi complessi. Si è passati da quella che Recalcati definisce Scuola-Edipo, ovvero una scuola fondata sul timore suscitato dall’autorità del maestro come incarnazione della Legge e perciò mossa da conflitti e istanze parricide (da qui il riferimento ad Edipo), erosa dalle proteste studentesche del Sessantotto, all’attuale Scuola-Narciso. Il mondo ridotto a immagine del proprio Io ha fatto si che il nesso autoritario dei maestri sugli allievi venisse meno. Si passa a un rapporto orizzontale, liquido, nel quale il conflitto non è più tra le generazioni ma tra gli individui. Il principio efficientista di prestazione è l’unico movente dell’azione didattica: primeggiare è la sola cosa che conta. Questo modello di scuola è fonte di disagio tra i giovani perché spegne in loro il desiderio in nome del successo. Recalcati auspica l’avvento di una Scuola-Telemaco capace di restituire valore alla differenza generazionale e alla figura dell’insegnante. Infatti Telemaco, a differenza di Edipo, riconosce il debito simbolico verso il padre in quanto incarnazione della Legge e si mette in cammino per riportarlo a casa. Gli insegnanti perciò sono chiamati ad essere portatori del cambiamento grazie ad un’istanza essenziale: l’erotizzazione del sapere.

“Il rischio che investe la nostra Università è il seguente: la trasmissione del sapere priva del desiderio, anziché alimentare la ricerca, la spegne. Senza amore per il sapere – senza erotica dell’insegnamento – non c’è sapere capace di essere in rapporto con la vita, sapere utile alla vita. La Scuola delle competenze specialistiche è una Scuola che nega l’erotica dell’insegnamento come fondamento dell’acquisizione del sapere: un insegnante potrebbe essere tranquillamente sostituito da un computer e il risultato sarebbe lo stesso.”

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Per chiarire meglio tale concetto, l’autore fa un riferimento al Simposio platonico e al celebre mito di eros qui presente. Eros è mancanza ed apertura, vuoto da coltivare, cammino da intraprendere attivamente in prima persona. Fine dell’educatore è incarnare tale tensione, accendendo il desiderio dell’allievo. Educare, infatti, vuol dire etimologicamente condurre fuori (dal latino ex-ducere) ed è molto vicino al termine sedurre. Giocando con i concetti antitetici di incontro e ripetizione, l’autore ci invita perciò a pensare l’insegnante come colui che apre mondi, che accende la fiamma viva della conoscenza e non come mero erudito che, automaticamente, ripete i contenuti. L’amore per il sapere inizia con l’amore per i libri. Grazie alla parola del maestro, il libro diventa un corpo erotico e il corpo erotico può essere visto come un libro da leggere. La bellezza dell’insegnamento risiede proprio nella capacità di prendersi cura della stortura della vita, non nel volerla a tutti i costi raddrizzare. Anche un’ora di lezione, infatti, può cambiare la vita.

L’ora di lezione è un libro intenso e profondo, ma al tempo stesso di facile lettura. Grazie ad una prosa frizzante e semplice, Recalcati è capace di trattare temi noiosi e complicati con freschezza e lucidità. Il discorso, forse un po’ ridondante, certamente rimane su un piano teorico, ma il contatto con il dato esperienziale non viene mai meno. È un’opera rivolta agli insegnanti di oggi e, soprattutto, a quelli di domani. Recalcati parla a noi giovani e ci indica la via di un possibile cambiamento. Come Telemaco, anche noi siamo invitati a scrivere le pagine del libro del nostro cammino, aperti all’incontro con l’amore e il sapere che solo un maestro sa trasmettere. L’ora di lezione, un libro che lascia il segno.

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