Ced Pakusevskij, già in possesso di oltre 20 premi Promax, specializzato in visual communication, ha lavorato come art director di MTV World realizzando progetti video per 140 paesi e come Art Director per MTV International e per Sky a Milano.
Lo studio FullScream è stato fondato a Milano nel 2011 da Ced Pakusevskij ed Elisabetta Giovi, entrambi grafici e art director, esperti nell’ambito di produzione video, design e art direction. Oltre alle commissioni televisive – RAI, SKY e MTV- lo studio nell’ambito moda e lifestyle collabora con brand come DIESEL, PITTI, DUCATI, Dolce&Gabbana. Tra i progetti musicali FullScream ha curato l’art direction dei visuals del tour di Lorenzo Jovanotti, Lorenzo negli Stadi 2015, ottenendo un importante riconoscimento, il Premio Assomusica Music Award for Best Visual Live Show 2015.

Nella sua esperienza, quali differenze hai notato e vissuto in prima persona tra gli studi di Motion Design italiani e quelli internazionali?

La prima differenza è a livello di quantità di produzione. Questo implica il fatto che in alcune parti cambia proprio la produzione industriale. Ad esempio, in America ci sono questi studi dove passano molte persone, molti freelance che passano e poi tornano. In una città come Los Angeles è facile trovare persone ultra specializzate. È la più grande industria di animazione al mondo e quindi, tutti gli studi sono molto flessibili quando si tratta di grandezza e numero di risorse.
Invece, a Milano le risorse sono molto limitate. Non si possono paragonare i due mercati, però qui in Italia c’è una maggiore originalità perché le regole sono meno ristrettive. Esiste un ambiente dove si sovrappongono vari ambiti, moda, entertainment, eventi ed è, perciò, possibile sperimentare di più. La produzione più piccola presenta una maggiore forza di sperimentazione.
Quando ci sono tanti soldi in gioco come a Hollywood, si cerca di più la sicurezza piuttosto che l’originalità, e questo è maggiormente limitante. Da un punto di vista tecnico, ovviamente, l’industria americana comunque resta ineguagliabile.

Abbiamo visto che hai elaborato le sigle per il Giro d’Italia e la Formula Uno. Come si lavora nel cercare di apportare innovazione con eventi che, invece, sono molto tradizionali?

C’è un grande rischio e nessuno vuole farlo troppo. La chiave sta nella ricerca e molto nell’equilibrio tra tradizione e innovazione. È un lavoro impegnativo, soprattutto visto che si tratta di elaborare un contenuto di 40 secondi.
Bisogna essere coraggiosi e sperimentare, prendendo spunto magari anche da artisti prima di te che nemmeno facevano grafica ma che sono stati in grado di portare originalità.

GIRO D’ITALIA 100 ANNI – RAI TV OPENING TITLES from FullScream on Vimeo.

Lavori su Milano, che sta dimostrando di tenere viva la sua vocazione per la comunicazione. Manifestazioni come IF! Festival, il Fashion Film Festival e  la tradizione di Studio Azzurro ne sono degli ottimi esempi. Ci sono nuove realtà di produzione artistica, cittadine o nazionali, che segui con interesse?

C’è un movimento in questo ambito che, forse, spesso non trova il riscontro che dovrebbe. C’è tanta creatività. È una città viva. C’è gente pronta a fare cose interessanti, però a volte i grandi brand hanno un po’ paura a investire.

Tra le altre cose ti occupi di fashion video. Negli ultimi anni molti registi hanno legato il loro nome a quello di case di alta moda, per produrre dei veri e propri corti cinematografici come spot. Pensiamo a Lynch con Dior e a Wes Anderson con Prada. Sono prodotti sui generis e con un pubblico abbastanza ristretto, lontani da vere logiche di promozione. Qual è secondo te il futuro dei fashion video?

È interessante la fusione di ambiti differenti. Non so cosa succedere, ma sicuramente il futuro prevede una trasformazione della moda, attraverso anche il supporto della tecnologia. Credo che ci sarà uno spostamento nella moda dal tessuto al virtuale. E li ci sarà un mondo nuovo che si apre per tutti quelli che fanno vision e la moda stessa.
Sicuramente sarà divertente vedere come si evolverà questo mondo del fashion video.

A cura di Stefania Fausto

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