Café Society: il ritorno di Woody Allen e Kristen Stewart

301

cafe-societyAnni ’30, il luccichio delle stelle di Hollywood, la malavita dei sobborghi del Bronx, la vibrante vita notturna dei café dell’alta societa newyorkese e un giovane ebreo che si innamora perdutamente della ragazza sbagliata: Café Society, classificatosi secondo questa settimana come numero di incassi, è l’ultimo film di Woody Allen, impegnato al momento anche sul piccolo schermo, dove ha debuttato il 30 settembre con la sua prima serie televisiva Crisis In Six Scenes, targata Amazon.

Il motivo per cui questa pellicola registra il record di incassi è uno solo: Café Society è un’opera speciale, in cui per la prima volta Allen, spinto dall’indiscussa bravura di uno tra i più premiati direttori della fotografia viventi Vittorio Storaro, abbandona il nastro per il digitale. Il film viene girato per scelta del direttore italiano con una telecamera di ultima generazione di alta definizione che più si avvicina alla resa fotografica della pellicola. Un prodotto nuovo ed innovativo in cui la luce, che più differenzia Café Society dalla cinematografia di Woody Allen, la fa da padrona.

Grazie ad un cast di livello, comprendente Jesse Eisenberg, Kristen Stewart, Steve Carell, Blake Lively e Corey Stoll, il travolgente cineasta racconta una storia profondamente romantica sui sogni che non muoiono mai, ma con la sua solita dose di cinismo. Come dice il protagonista Bobby Dorfman “la vita e’ una commedia scritta da un sadico che fa il commediografo”.

Con un ritmo frizzante e l’immancabile sottofondo jazz, Café Society è l’amore giovanile che ferisce, ma rimane inviolato, un ritorno a un’epoca passata fatta di star e disincantate illusioni, una nostalgica storia di sentimenti che vi invito a gustare, servendovi 4 buoni motivi per andare al cinema a vederla.

  1. Sogni e finali. Una delle più grandi abilità del regista statunitense è quella di aver sempre capito quando era il momento di salutare, senza dilungarsi affannosamente verso chiusure forzate. I suoi finali meglio riusciti sono quelli che risultano improvvisi, che riescono a lasciare l’amaro in bocca. Café Society ne è una nuova prova.
  2. Jesse Eisenberg o Woody Allen? Oltre ad essere uno dei più eccellenti attori della sua generazione, Jesse Eisenberg è in grado di comprendere le ansie, le insicurezze e le manie del primo Woody Allen, diventandone il perfetto fantoccio e dando prova di saper rappresentare diversi ruoli, ognuno con lo spirito che li alimen
  3. Il grande cinema. Agente di numerose stelle Hollywoodiane, Phil Stern, interpretato dal bravissimo Steve Carell, ci trasporta in una dimensione che farà gioiosamente sorridere gli appassionati, un omaggio al passato immensamente amato dal regista e dai più affezionati cinefili.
  4. Pallottole su pellicola. Anche nell’ultimo Café Society non poche sono le chicche riservate ai boss della criminalità organizzata americana. Il fratello del protagonista Bobby, interpretato da Corey Stoll, con il suo fare deciso e senza usare mezze misure, saprà regalare divertenti risate agli spettatori, sempre nel rispetto della famiglia e della sua religione.

Café Society segna quindi il ritorno del prolifico regista newyorkese alle tematiche sentimentali segnate come sempre dalle bizze del destino. Jesse Eisenberg convince come alter ego del Woody Allen romantico nevrotico, ma a fare la differenza è il tocco nostalgico e sadico del Woody sceneggiatore, capace di tirar fuori vecchi numeri sempre dallo stesso cappello facendoli passare per nuovi. In sintesi, cavallo vincente invecchia ma non si cambia.

A cura di Marco Teruzzi

Commenti su Facebook
SHARE