Finalmente Bruno Marso, dopo 4 anni, si  è deciso a tornare in territorio italiano, e bisogna dire che in questo arco di tempo ne ha fatto di strada. Trovando il suo vero stile, che gli calza a pennello, Funky allo stato puro con sfumature R’n’b e Soul. Così anni ’80 da farci un po’ sognare e vedere in lui l’erede di Michael Jackson.

Le aspettative per questo concerto sono molto alte, essendo tra l’altro la data di Milano l’ultima del tour europeo di 86 tappe. Lo show inizia con una carica di energia pazzesca, tra “Finesse”, “24k” e “Treasure”.Il pubblico impazzisce dalla prima canzone, seguendo i passi suggeriti da Bruno e la sua band ( gli Hooligans) e colorandosi delle mille luci proiettate dal palcoscenico.

Il palco ricorda un po’ lo stile della dancefloor anni ’70, con vari pannelli quadrati mobili, grandi scritte e colori fluo. A tratti emergono elementi kitsch, che ci fanno ricordare che ancora più che Hawaiano Bruno oramai è una vera Popstar Americana. Vedi la mega insegna XXIV che scende durate 24k, accompagnata da piccoli fuochi d’artificio. Le fiammate di fuoco ( durante Grenade ) e le mille luci che hanno accompagnato l’esibizione di “Versace On the Floor” con un grandissimo simbolo del brand annesso sulla piattaforma rialzata sulla quale cantava ( divertente vedere tra le prime file del pubblico Donatella Versace, super contenta del tributo) .

La sua presenza scenica è magnetica. Non sta fermo un attimo, insieme alla sua band che lo segue passo dopo passo: sembrano come legati da dei fili trasparenti e da vedere sono bellissimi. Tra gli strumenti spiccano i tre fiati ( tromba, trombone e sax ).

Ma la cosa che lascia più il segno, oltre l’inconfondibile sound , i passi di danza e le scenografie è la voce di Bruno Mars. Potente, pulita, con un estensione pazzesca. Dal vivo ancora meglio del disco, e la conferma arriva durante l’esibizione della ballad romantica “When I Was Your Man” accompagnato solo dal piano.

Molto piacevole anche la parentesi a metà concerto dedicata alle hit del passato, tra cui “Grenade” rivisitata in chiave un po’ rock e “Just the way you are” dove si è creata un’atmosfera meravigliosa, con tutti che cantavano all’unisono e un Bruno Mars visibilmente emozionato che a fine brano ringrazia il pubblico dicendo che non poteva avere fans migliori per chiudere questo tour.

Lo show volge al termine con due delle sue canzoni più grandiose, “Locked Out of Heaven” e “Uptown Funk” che ha letteralmente tirato giù il palazzetto Milanese, il terreno vibrava da quanto la gente saltava e cantava.

Che dire è stata una festa bellissima, che ha coinvolto tutte le generazioni, dalla ragazzina di 11 anni a gli oltre 50enni . Tutti alla fine sono in piedi, ballano e si divertono al ritmo della musica. Godendosi il privilegio di essere ad un concerto di uno degli artisti migliori di questi ultimi anni e di cui sentiremo sempre più parlare nel futuro.

A cura di Giulia Lansarotti

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