BOOMBOX MUSICALIVE…SHERPA LIVE

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A cura di Giacomo Azzolina

Per la rubrica di Boombox Musicalive abbiamo incontrato i due fondatori di Sherpa Live, Simone Castello e Marco Masoli.

Quando nasce Sherpa live ? Quali sono gli obbiettivi che volete raggiungere ?

Sherpa Live è nata a settembre 2014 come alter ego di Sherpa Records sul fronte eventi e concerti con il meglio del panorama indipendente nazionale ed internazionale.
L’obiettivo è utopico: continuare a proporre musica live in Italia.

Su quali artisti e generi puntate? Quanti e quali eventi organizzate, generalmente?

In generale puntiamo alla qualità, cercando di dare spazio alle realtà meritevoli sia nazionali che internazionali. Non sempre assecondiamo i nostri personali gusti, anche se, quando ciò non avviene, il vedere una band live aiuta a colmare l’eventuale deficit personale. Più volte infatti il live di una band ci ha fatto innamorare, anche quando non combaciava con i nostri gusti. E’ la magia del live, qualcosa che purtroppo sta andando un po’ perso. Gli eventi che organizziamo sono tutti visibili sulla pagina Sherpa Live. In questa stagione tra eventi Sherpa Live ed eventi vari organizzati sotto il “cappello” Costello’s (agenzia madre) siamo a un centinaio di eventi, di media 10/12 al mese.

Si può dire che in Italia non venga dato il giusto spazio alla musica live? Qual è il problema a vostro avviso? Come fare per attirare gente e rivalutare i palchi italiani senza scadere in proposte puramente commerciali?

Non penso che il problema sia che non venga dato spazio alla musica live in realtà. Noi ad esempio siamo a quasi 100 eventi organizzati da settembre ad oggi, e non sono pochi. Se sommiamo tutti gli eventi di qualità che sono offerti da altri locali di Milano (BIKO, Magnolia, ecc) con cui collaboriamo anche ogni tanto (oltre alle nostre seconde case Ohibò e Ligera), non penso sia lo spazio a mancare. Quello che manca spesso è il pubblico. Ma il “problema” è molto complesso e di non facile risoluzione. Bisognerebbe avere uno Stato che ricominci ad investire nella cultura, che crei presupposti nelle nuove generazioni di interesse verso altri modelli. A Milano funzionano quasi solamente o nomi storici che godono di fan oltre i 30 anni oppure i fenomeni di costume del momento. Difficilissimo incuriosire e portare pubblico che vada al di fuori di queste due categorie di eventi. In generale forse c’è più voglia di farsi sentire che di ascoltare. In questi giorni ad esempio provavo a fare una statistica sommaria relativa a quante persone, tra i miei conoscenti, suonano e quanti di questi ho visto ai nostri eventi quest’anno. Così a occhio direi che la statistica non supera il 2% di media, quindi ogni persona è venuta al massimo a due eventi su 100. Poi ci sono tutta una serie di cose che non funzionano a vari livelli che sono molto più simili ad una guerra tra poveri che a qualcosa che possa essere costruttivo, risolutivo e in antitesi con ciò verso cui ci lamentiamo di questo paese. E questo non aiuta sicuramente.

Quali sono i vostri proposti per il futuro? qualche progetto particolare che state preparando?

Per la prossima stagione ridurremo il numero di eventi mensili che proporremo e cercheremo di valorizzare molto di più il panorama italiano, nel quale siamo convinti sia presente molta qualità che va supportata, sperando che possa essere un piccolo passo per contribuire ad una vera rinascita della musica live in Italia. Inoltre, oltre ai classici eventi vorremmo iniziare a fare dei secret show in luoghi particolari e con proposte di vario tipo (da artisti totalmente emergenti, sia nazionali che internazionali, a qualcuno di più affermato da gustarsi in un contesto diverso) e cercare di condividere il nostro operato con un pubblico di veri appassionati di musica. Insomma, vorremmo continuare a fare ciò che ci piace, farlo al meglio e con un’etica che ci rispecchi e ci possa gratificare.

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