BOOMBOX MUSICALIVE…LINOLEUM

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Per la nostra rubrica di Boombox Musicalive abbiamo incontrato l’ideatore di Linoleum, Davide Ragazzoni.

Quando è nato Linoleum? Qual è il suo obiettivo e cosa ha deciso di farvi intraprendere questo percorso?

Linoleum è un’idea che avevo in testa da diverso tempo. Aspettavo solo il momento e l’occasione perché questa idea si tramutasse in realtà. Ufficialmente Linoleum esiste da settembre 2014, quando inizia la stagione diventando sin da subito il continuativo settimanale del venerdì sera al Rock’n’Roll di Milano. Il suo obiettivo è quello di riportare un po’ di movimento attorno alla musica indipendente al centro della città. La musica live negli ultimi 10 anni a Milano ha avuto la caratteristica di allontanarsi sempre più dalla città per spostarsi verso l’hinterland e in altre province. La sfida era quella di proporre un format che facesse rinascere un’idea di casa base per tutti gli addetti ai lavori e tutte le persone appassionate di musica live e non solo. Un luogo in cui le band inserite in line up abbiano interesse a lavorare bene perché all’interno di un contesto che ha senso per il loro percorso artistico. Un contenitore in cui il pubblico, soprattutto, si diverta. Quindi una rassegna sì, ma che sia anche party. E’ pur sempre venerdì sera! Per questo motivo Linoleum dopo il live muta in una forma più clubbing dal mood punk trascendendo dal genere musicale, con un dj set criminale fino alle 4 del mattino che raccoglie davvero molto pubblico.

Su quali artisti e generi puntate?

Su questa stagione hanno suonato molte band indie, pop, alternative rock ma anche alcuni progetti più elettronici. Non c’è un genere che fa riferimento più di un altro. C’è più un’attitudine che è “quello che facciamo insieme non è uno scherzo”; non esiste prendere alla leggera la questione, la musica e l’arte sono una cosa seria. Se la band la pensa uguale allora ci intendiamo e si lavora egregiamente. Il live solitamente è composto da tre band che sono in scaletta in ordine di esperienza e riscontro rispetto al proprio progetto musicale. Sono tutti gruppi che hanno comunque un certo grado di esperienza e che propongono i propri inediti. Niente tribute o cover band. Solo ragazzi che hanno voglia di dire qualcosa con la propria musica.

Secondo voi, si può dire che in Italia vi sia una carenza culturale per ciò che concerne la musica live? Se c’è, qual è il problema a vostro avviso?

Sì credo che il problema maggiore sia proprio una carenza culturale anche se in realtà sono abbastanza stufo di sentire persone che si lamentano con i soliti paragoni tra Italia e l’estero. Se c’è davvero una carenza culturale da questo punto di vista c’è solo da rimboccarsi le maniche e fare in modo che le persone trovino il modo di appassionarsi a questo mondo. Se questo buco esiste spetta a tutti i soggetti che lavorano in questo campo fare la propria parte senza racchiudersi nel proprio giardinetto ma aprendosi, collaborando e rinnovandosi di volta in volta. Uno dei tanti problemi che ho riscontrato, anche da musicista in passato, è la ghettizzazione di micromondi musicali. Piuttosto sterile e un po’ nostalgica come visione.

Aneddoti o concerti proposti a cui vi sentite più legati? Artisti con cui vi ha fatto piacere lavorare?

Con la maggior parte delle band si è instaurato davvero un bel rapporto. tanto è vero che dopo l’esperienza che abbiamo condiviso sono nate delle vere amicizie. Questa prima stagione è stata meravigliosa. Abbiamo avuto la fortuna di far suonare davvero tante band. Più di 80 e tutte molto valide. Posso solo ringraziarle tutte perché ognuna di esse ha sposato il progetto Linoleum con tanto cuore e professionalità. Nominarle tutte sarebbe impossibile. I progetti che mi hanno colpito di più sono: Anthony Laszlo, News for Lulu, Les Enfants, Victoria Station Disorder, Plastic Made Sofa, Canova, The Gluts, Ongaku.. Consiglio a tutti di dare un occhio alla nostra pagina per scoprire i gruppi con cui abbiamo lavorato in questi 8 mesi.

Quali sono i propositi futuri di Linoleum? Progetti particolari?

Sicuramente una vacanzina e un po’ di relax per prima cosa. Poi iniziare sin da subito a lavorare per la prossima stagione e poi chissà.. Magari l’estate ci fa riscoprire un po’ di aria aperta dopo 8 mesi chiusi in un bunker sotterraneo ma terribilmente underground e così dolcemente punk.

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