BOOMBOX MEETS…THE WYNS

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A cura di Alessandro Melioli

Si riparte con una nuova intervista targata Boombox. Questa volta abbiamo il piacere di fare qualche domanda ai The Wyns, band alternative/indie di Luino, arrivata seconda al Pending Lips Festival. I quattro ragazzi hanno stupito tutti per la loro efficacia, il loro carisma e la presenza scenica, confermando le attese e le voci che circolavano su di loro. Nati nel 2009, i The Wyns già da diversi anni calcano i palchi della regione. Sono stati anni importanti durante i quali sono stati in grado a farsi un nome a livello locale e a pubblicare i loro primi lavori; si spera che con l’esperienza maturata al festival possano lanciarsi in nuove sfide e trovare ulteriori spazi nella scena musicale. Noi, nel frattempo, rimaniamo in trepidante attesa di un album che possa coronare il loro percorso artistico.

The Wyns da Luino, ma ascoltando la vostra musica potreste benissimo essere The Wyns from UK, scegliete voi la città. Qual è il vostro percorso artistico e quali sono le vostre maggiori influenze musicali?

Abbiamo sicuramente “subito” l’influenza della musica indierock e britpop, che è quella che ascoltiamo maggiormente. Quindi dagli Smiths agli Art Brut, passando per Pixies, Replacements, Libertines, Strokes, Bombay Bycicle Club e mille altri.

Avete partecipato al Pending Lips di quest’anno, un festival che vi ha visto protagonisti con un ottimo secondo posto. Quali erano le vostre aspettative? Cosa vuol dire suonare in un contesto del genere?

E’ stata una bella esperienza che ci ha dato la possibilità di suonare e confrontarci con moltissime altre band e di conoscere artisti fantastici e delle stupende persone, come i Fitzcataldo & The Trivettes e i Dagomago che salutiamo e ringraziamo.

Cosa vi lascia questa esperienza? Rischia di essere un’esperienza fine a se stessa o può servirvi da volano per lanciarvi in progetti futuri?

Come abbiamo già detto è stato importante il confronto con altri artisti. Inoltre con alcuni siamo anche siamo rimasti in contatto per potersi ritrovare a suonare insieme in altre occasioni, e crediamo che questa sia la cosa più bella. Il contest inoltre ci ha offerto una buona visibilità e diverse persone ci hanno contattato dopo questa esperienza.

Il vostro ultimo EP, A Place Like This, è del 2011. Avete in progetto un nuovo lavoro o qualche novità?

Stiamo finalmente per ultimare un album vero e proprio che registreremo a Ottobre e di cui siamo molto felici, speriamo di farvelo sentire il prima possibile.

Siete sulla scena musicale da diversi anni, avete partecipato a diversi contest, tra cui l’Italia Wave Love Festival, e avete suonato in tanti locali e festival. Un vostro giudizio sulla scena live lombarda e, più in generale, italiana.

Abbiamo visto negli ultimi scemare un poco l’interesse verso la musica live e ci è spesso capitato di notare che la gente preferisce ascoltare coverbands piuttosto che gruppi che propongono musica propria. Crediamo si sia un po’ persa la cultura del “live da bar” ed è un peccato. Inoltre i locali che permettono di suonare sono sempre meno anche a causa di mille restrizioni legali e burocratiche. Speriamo che la situazione migliori e che gli eventi musicali ritornino in auge, soprattutto per le band emergenti. Noi sicuramente continueremo a suonare.

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