BOOMBOX MEETS…THE ELEMENTS

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a cura di Valentina Aiuto

 

Venerdì sul palco del Linoleum, al Rock’n’Roll Milano, si sono esibiti i The Elements, rock band di Monza. Abbiamo fatto due chiacchiere con loro per capire meglio chi sono e da dove nasce la loro musica.

 

So che alcune vostre canzoni sono nate in italiano e poi tradotte in inglese e che la vostra bonus track è però rimasta in italiano. Pare che però, alla fin fine, siate arrivati ad una decisione linguistica univoca. Come è avvenuto questo processo e da dove è arrivata la volontà di non usare l’italiano come lingua di rappresentanza della band?

All’inizio abbiamo cercato di scrivere sia in italiano che in inglese, la motivazione principale è che, per il genere che facciamo, l’inglese è probabilmente più adattabile dal punto di vista musicale. Quindi abbiamo deciso di trasformare in inglese tutti i nostri testi, tranne la bonus track tanto per dire che siamo italiani e riusciamo a fare qualcosa nella nostra lingua madre. Per il futuro vedremo come fare ma la strada è più o meno questa qua. Ci riesce meglio scrivere in inglese semplicemente e, rare eccezioni a parte, pensiamo di usare solo quella lingua anche per le prossime canzoni.

Mr Orange ha avuto molto successo, il videoclip ha superato le 5000 views su youtube. Chi è Mr Orange, da dove nasce?

Noi puntavamo a 1.200.000 views. Scherzi a parte, in realtà non ci eravamo posti un obiettivo. Abbiamo cercato di sponsorizzare un po’ l’uscita del disco e l’abbiamo fatto pressando sul video del primo singolo. 5000 visualizzazioni è un buon risultato, potremmo fare di più, ma poi le visualizzazioni di Youtube lasciano sempre il tempo che trovano. Mr Orange è nata da parole a caso che dico quando scrivo una canzone. Per stare a tempo con i ritmi di chitarra mi veniva di dire arancione. Quindi quel testo lì è quindi nato dicendo arancione, che poi nella canzone si è trasformato in Mr. Orange. Altro non è se non un personaggio inventato che è in grado di rendere meno difficoltosi i problemi della vita delle persone. Teniamo a precisare che non ha nessun riferimento al Mr. Orange delle Iene, perché in tanti ce lo chiedono.

I brani contenuti nell’album sono stati scritti e arrangiati di proposito per questo progetto o sono tracce nate in ordine sparso in questi vostri 6 anni di attività?

Tutte e due le cose. Alcuni pezzi di Mr. Orange sono contenuti anche nel primo demo che abbiamo fatto nel 2010, che si chiama “Experiment One”. Di quelli ne abbiamo scelti 3 che sono poi confluiti nell’album. All’inizio avevamo scritto 5-6 pezzi per cominciare ad uscire con un ep, dopo di che quelli che secondo noi erano veramente validi sono stati portati nell’album. Tutte le restanti canzoni sono state scritte direttamente per il disco.

Ho captato molte influenze ascoltando le vostre canzoni. Se doveste pensare ai principali artisti che hanno contribuito in un certo qual modo alla vostra crescita e alla finale realizzazione dell’album, chi citereste?

Foo Fighters. Alter Bridge, Green Day. Poi negli ultimi pezzi che stiamo scrivendo è emerso un po’ il carattere dei Biffy Clyro, che è una band scozzese. Diciamo che sono un po’ le influenze che ognuno di noi portava con sé e ha buttato nel pentolone. Quello che è uscito è Mr. Orange.

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