BOOMBOX MEETS…SOYUZ

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A cura di Valentina Aiuto

Nuova intervista firmata Boombox. E’ la volta dei Soyuz, band che si è esibita venerdì 23 gennaio durante il Linoleum, al Rock’n’Roll Milano.

Soyuz come i veicoli spaziali sovietici? Chi è il nerd che ha pensato a questo nome e cosa vi ispira questa immagine?

Quando si è conclusa l’avventura precedente, con Mauro stavamo pensando da dove ripartire. Ci piaceva l’immaginario spaziale come una metaforica via di fuga dal quotidiano, ci sentivamo in qualche modo sparati su una navicella spaziale in cerca di verità altrove. La corsa spaziale URSS/USA dei sessanta ha aggiunto un tocco estetico alla questione, e da lì il nome Soyuz, perché tra i protocolli spaziali era quello che suonava meglio.

I vostri testi parlano di storie urbane. Come e perché avete deciso di portare all’attenzione del pubblico questi temi?

Più che storie urbane, i nostri testi raccontano storie quotidiane. Raccontano sensazioni, vissuti, emotività che hanno a che fare con le nostre vite in coda alle casse del Nordest: qualche rimorso, se vuoi anche frustrazione, ma con la testa sempre alta e un sacrosanto orgoglio per quello che siamo e facciamo con la nostra musica.

Quali sono le band del panorama rock italiano che stimate maggiormente e perché?

Pur avendo ascolti a tratti diametralmente opposti, il nome “Verdena” mette d’accordo tutti e quattro: sono coetanei e il loro primo disco è uscito quando abbiamo cominciato a fondare le nostre prime band; sono rock, non solo nell’attitudine ma anche e soprattutto nei suoni, per i quali hanno una cura maniacale; e poi, come noi, vengono dalla provincia, di cui vivono contraddizioni e potenzialità.

Nella vostra pagina fb, accanto alla voce Record Label si legge “news soon”. Avete qualcosa da comunicare ai vostri fans? Nuovo contratto in arrivo?

Stiamo lavorando duramente, insieme alla nostra etichetta “Epic & Fantasy”, per una primavera/estate all’insegna del live: contiamo di girare quanto più possibile e promuovere “Story of the year” più o meno ovunque. Vi daremo presto notizie, appunto.

Disco indipendente italiano più atteso del 2015?

Come dicevamo sopra, sicuramente l’accoppiata Endkadenz dei Verdena. Per il resto, ascoltiamo poca musica italiana. Siamo decisamente orientati all’estero, e soprattutto al rock oltreoceano.

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