BOOMBOX MEETS…SERAPHINS

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a cura di Valentina Aiuto

Nuova intervista firmata Boombox. E’ la volta dei Seraphins, band che si è esibita lo scorso venerdì durante il Linoleum, al Rock’n’Roll Milano.

La vostra band è nata appena un anno fa e la release del vostro primo album “Colorful” risale a Settembre 2014. Ad ottobre eravate già in Ucraina per il tour. Raccontateci di questo primo vostro anno come Seraphins e diteci come mai è stata scelta l’Ucraina per lanciare l’lp.

L’Ucraina è arrivata dall’esterno, da un’agenzia di booking che ci ha contattati per proporci le date. Per quanto riguarda la nostra nascita, lui suonava prima per una band abbastanza famosetta che aveva già fatto un tour in Ucraina e ci siamo ricollegati alla sua esperienza per partire anche noi. Ci conosciamo già da 10 anni e avevamo lavorato precedentemente in altri progetti. Non ci siamo sentiti poi per un paio di anni e ci siamo incontrati per caso un anno e mezzo fa a Londra. Abbiamo provato così a fare un nuovo progetto con tre elementi. E’ nato tutto come un gioco, ma ci siamo trovati subito molto bene, tanto che in un anno abbiamo messo insieme un disco. E’ arrivato poi Marco, il nostro bassista, che è della nostra zona. Quindi abbiamo fatto la release in Italia e qualche live in Italia solo per capire come andavano le cose. Tra due settimane torneremo in Ucraina, poi andremo in Polonia, Repubblica Ceca. Da metà febbraio, se tutto va bene, faremo qualche data in Germania.

La copertina dell’album mi ha molto colpita, in quanto non convenzionale. A chi è venuto in mente di realizzarla in questo modo e cosa rappresenta per voi?

Il nostro grafico è il nostro bassista di oggi, che sostituisce Marco. Lui è un creativo, con idee pazzesche. Abbiamo dato carta bianca e ci ha chiamati per dedicargli un’intera giornata. Ci ha pitturati dalla testa ai piedi e da qui nasce la copertina dell’album. Nel video “Colorful” si vede il processo di pittura, niente photoshop. Abbiamo inserito poi questa scritta Colorful n. 1, alla Chanel.

Da dove è uscito il nome della band? Perchè proprio “Seraphins”?

Abbiamo bevuto una birra, uno di fronte all’altro, a Londra, in un pub. Allora pensavamo a questa manna che volevamo scendesse dal cielo, quel calcio che ti porta fuori dalla routine e ti fa suonare. Allora abbiamo chiamato la band “manna dal cielo”. Unire quello che abbiamo visto nel quotidiano a qualcosa di celestiale. In tutto ciò, avevamo pure guardato un film che si chiamava “Seraphin” e parlava di un’artista francese che la gente credeva fosse pazza e per questo era stata rinchiusa in una clinica, dove pure sotto sedativi continuava a dipingere. Ecco qui il nome.

Colorful è il nome dell’lp. Se poteste sceglierne solo uno, quale sarebbe il colore che contraddistingue maggiormente la band e perchè?

Arcobaleno. Siamo un insieme di colori. Lorenzo ama il nero, che è poi l’insieme di tutti i colori, io (Ale) amo il non-colore, il bianco. Magari il prossimo album si chiamerà Colorless.

Disco indipendente italiano più atteso del 2015?

Verdena. Poi so di certo che faranno qualcosa anche gli Afterhours.

 

Foto Serena Chiavelli

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