BOOMBOX MEETS…ROYAL BRAVADA

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a cura di Valentina Aiuto

 

Le nostre interviste alle band protagoniste di Linoleum continuano. Oggi vi presentiamo una band a cui ci siamo affezionati facilmente, i Royal Bravada. Per scoprire qualcosa di più sul loro progetto abbiamo fatto due chiacchiere con Albi e Toni.

Chi sono i Royal Bravada e come è nato il progetto?

Albi: Il progetto Royal Bravada è nato quando ci siamo incontrati in un posto che non ricordo bene, ma ricordo le facce. C’ero io e anche Tony, che non aveva la barba.

Toni: Io sono stato contattato da Luca perché lo conoscevo da tempo. Lui aveva già un’altra band con Albi Triz, l’altro chitarrista. Poi hanno deciso che volevano fare un gruppo di quelli che rimarranno nell’albo storico delle band. Mi hanno scelto perché sapevano che mi sarei fatto crescere la barba e Albi nel frattempo è cresciuto molti centimetri. Poi c’era anche un ragazzo che allora aveva 16 anni e sapeva suonare la batteria da paura, Merk. Abbiamo fatto il nostro primo ep, prima del cambio di formazione. Lo scorso anno è arrivato il nostro attuale batterista, Valerio, che prima suonava nei Cavour. E’ nato così il nostro primo album.

Da dove esce il nome Royal Bravada? Cosa significa?

Albi: Banalmente, quando cerchi su google “Royal Bravada” usciamo solo noi e poi alla quarta pagina un rivenditore di macchine del Tennessee. Se avete una 127 da sistemare, ve lo consigliamo. Poi è anche perché volevamo creare una dicotomia tra qualcosa di regale e il nostro atteggiamento da cazzoni, che saltano sul palco e scassano strumenti.

Toni: C’è una cosa che non abbiamo mai detto, una chicca che non sa nessuno, ossia che ci chiamavamo The Snatch alla prima data. Poi abbiamo visto che su google usciva qualunque cosa meno che noi e c’è sembrato intelligente cambiare nome.

Avete un rituale, qualcosa che fate prima di ogni concerto?

Albi: Non abbiamo un unico rituale, a parte Valerio che ultimamente porta una boccia di whiskey da scolarci. Più che altro nell’ora prima del live ognuno si fa i cazzi suoi e dieci minuti prima di iniziare ci ritroviamo in modo tassativo. Capitava sempre che nel momento in cui dovevamo salire sul palco, con gli strumenti montati, non trovavamo qualcuno. Facciamo sempre robe nuove, mi ricordo di Luke sui tavoli, per esempio, tutto dipende da dove ci porta l’adrenalina, ovvero l’alcol.

Ascoltando l’album si possono distinguere diverse influenze. Rispecchiano le varie preferenze musicali dei componenti?

Toni: Un paio di anni fa ognuno ascoltava il suo genere ed era un po’ fissato con i propri gusti. Albi ascoltava rap e andava in giro con il cappellino storto – no, non è vero -, io ero in botta con il funky, Luke ascoltava roba cattiva, Triz è sempre stato in fissa con Mumford and Sons e cose raffinate, Albi in realtà è sempre stato molto vario. Ci siamo trovati in sala prova e ognuno tirava fuori qualcosa di suo. Poi nella nostra musica ci sono anche gli ascolti comuni come gli Artic Monkeys o i primi Kasabian.

Se vi fosse data la possibilità di aprire una grande band del panorama internazionale? Quale scegliereste?

Albi: Senza dubbi, i Franz Ferdinand.

Toni: Royal Blood.

Chiudiamo con una domanda che facciamo a tutti, qual sarà secondo voi l’album di una band indipendente italiana che avrà un successo inaspettato nel 2015?

Albi: Noi stiamo lavorando sull’album e, se uscirà quest’anno, sarà sicuramente il migliore.

Toni: E’ la parte Royal che parla.

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