Abbiamo incontrato Rokas a pochi giorni dall’uscita del suo primo album, Nemico Del Cuore.

Abbiamo parlato di musica, progetti, grafiche e pronunce (Amici, l’eterna lotta per come pronunciare il nome di Banksy è finalmente finita. Abbiamo anche svelato chi è, ma questo lo teniamo per noi).

La prima domanda sono convinta sia innovativa e mai usata, come mai il nome Rokas?

(ndr: ride) No, è la cosa più banale del mondo in realtà, è la tag  che usavo per i graffiti. Ho iniziato a farmi chiamare così da quando avevo 15 anni ed è un po’ come quando ti cresce la barba e non te la vuoi più tagliare. Non volevo più cambiare nome e sono rimasto Rokas.

Quindi Street artist, domanda totalmente a caso. Banksy o Robbo?

Non c’è alcun dubbio qui: Banksy , Robbo era solo uno che andava lì, vedeva il lavoro di Banksy  e diceva ” wow, che bello il tuo, ora ti faccio sopra la mia scrittina e sono più bravo io” in realtà Robbo non era bravo.

(Comunque si dice “Bencsai”, infatti nella canzone io attacco tutti perché lo dicono male e poi lo dico male anche io apposta. Io lo so perché mio fratello è un musicista, studioso che sa tutto e che mi ha svelato il mistero.)

Torniamo a noi, quale è la tua canzone preferita del tuo album e perché?

eh, assolutamente Diavolo perché stra sentita a livello di testo ed è quella che mi ha fatto più dannare in assoluto. Doveva essere un featuring; fai conto che tutta la stesura del disco è stata finita a fine maggio, a livello di testi e le produzioni sono state finite poco dopo, e Diavolo è rimasta incompleta fino ad agosto quasi, perché prima doveva esserci un nome grosso con cui collaborare, poi le cose sono andate diversamente.

Poi anche tra di noi ci dicevamo che forse serviva un featuring importante nel disco, alla fine quando l’ho chiusa, nello scetticismo generale, è piaciuta a tutti e a me è piaciuta tantissimo.

E invece quella che ti piace meno? (e perché?)

 Ti Amo,  perché in realtà è molto un pezzo funzionale ma non la considero completamente una canzone. Non amo la concezione di intro nei dischi perché mi sa molto di vecchio.. tutte le volte che leggo intro  in un disco penso  che palle, però serve molto come collante. Ti Amo  è quella canzone che anticipa la canzone dopo e che ti fa entrare in un certo mood. Però poi a livello di scrittura e via dicendo l’ho scritta mentre mia madre mi urlava addosso che devo dormire di più e stavo ascoltando Travis Scott, che non c’entra nulla poi con il risultato.

Ho letto che molti ti chiedono come è nato il ft con Walter (I Miei Migliori Complimenti), io ti chiedo come è nato quello con Testacoda.

Allora, è nato che eravamo in macchina alle quattro e mezza di notte e stavamo ascoltando dei beat a caso su youtube. Ed era uscito questo beat di un  produttore con dento Shiloh Dinasty che è questo personaggio che non si capisce se sia uomo o donna, vivo o morto che ha preso anche XXX Tentacion. E c’era questo sample che abbiamo ripreso anche noi.

Lui comincia a cantarmi accanto ed era incredibile.

Dovete sapere che quasi  tutto l’album è nato da note vocali, da noi che ci registravamo mentre canticchiavamo qualcosa. Va Bene  ne è l’esempio lampante, è tutto un freestyle, stavo giocando a fifa a casa di Tiziano (Brambilla, produttore artistico) e lui mette questo type beat e io inizio a cantarci sopra, senza registrare e alla fine dico “Va bene, va bene così”, loro iniziano a cantarmi dietro ed è nata così .

Ecco si può dire che il tuo album nasce da un processo molto naturale. Si sente l’amore per la musica fatta per se stessa. Secondo me è una cosa molto figa! Quindi possiamo dire che non c’è stato quel pressing del dover far musica per venderla.

Io avevo fatto uscire due singoli a settembre-dicembre (2017) a cui io sono molto legato affettivamente ma che poi c’entrano davvero poco con quello che piace a me musicalmente. Erano delle cose che ho fatto perché non facevo musica da tanto e dovevo ricominciare; magari poi quei due pezzi hanno parti di testo carine ecc. ma non erano davvero sentiti. Tutto è rinato davvero quando abbiamo fatto Cera perché ritrovarmi in quel contesto, in quella situazione in cui mi venivano cose da dire che non erano dettate dal dover dire ma dal voler dire.

Quale è il tuo background culturale, musicalmente parlando?

Eh è bello lungo, parlando di musica in generale  sono cresciuto, fortunatamente, in una famiglia che mangiava pane e musica (mio padre faceva parte di un gruppo italiano conosciuto nell’underground che si chiama Fall Out  che era punk progressivo). Quindi con mio padre ascoltavo un certo tipo di musica, più rock da Beatles, Pink Floyd, Rolling Stones  fino a Lou Reed; invece con mia madre ascoltavo più soul, più cantautorato italiano. Poi, cresciuto, ho iniziato ad ascoltare cose diverse, prima ho avuto un periodo emo (però emo  pacco,  non emo vero) in cui ascoltavo i My Chemical Romance, i Sum41 ecc., poi mio fratello, che è un musicista polistrumentista mi ha avvicinato al brit rock con i The Smiths, The Killers. 

Dopo tutto questo periodo emo, punk, rock ho iniziato ad ascoltare rap, probabilmente da Fabri Fibra e da lì sono passato agli americani con l’hip-hop classicone, e lì è stata molto d’aiuto la mia compagnia dei tempi.

Abbiamo parlato di influenze e background, cosa ne pensi invece della scena che sta andando tantissimo ora in Italia, l’Indie (o itpop) ?

Guarda, ne parlerei in maniera approfondita se la seguissi davvero ma sono rimasto molto sulla superficie.

Allora ti faccio il mio gioco-firma che è : ora facciamo finta che io ti abbia messo una playlist di spotify con pezzi indie e annessi, mi dici chi passi e chi ascolti..

Colapesce: non conosco bene

Mecna: lui molto bravo, lo ascoltavo di più tempo fa

Ghemon:  adoro, mi è sempre piaciuto tantissimo anche se ultimamente io ho virato su altri generi.

Dutch Nazari: l’ho ascoltato poco. Se la canzone è troppo un virtuosismo dell’artista non riesco ad ascoltarlo.

Ernia, 68:  un gran bel disco, belle sonorità ma è uscito in un periodo in cui io non ascoltavo quelle cose lì.

Cosa ne pensi della Trap e cosa è la trap oggi?

Io sono estremamente contro il canonizzare le cose, penso sia difficile che qualcosa sia definito. Penso che la trap sia un modo d’essere, un mood. Però mi piace molto quell’immaginario, ascolto spesso.

Ad oggi della scena musicale italiana con chi collaboreresti?

Non ci penso mai, dovrei vedere molto il fattore umano. Di sogni mi piacerebbe tanto Luchè, Coco. Guè perché ci sono cresciuto. A livello italiano mi sta piacendo Gallagher perché lui ci crede tantissimo e mi convince. Sicuramente Testacoda che a breve uscirà con un progetto, secondo me lui è uno dei più interessanti in questo momento.

Parliamo di Cera, uscirà un video?

Non lo so, è in programma nei nostri cuori. Ora però stiamo lavorando al progetto di Testacoda e Walter è uscito con il suo Ep.

Ultima domando: la grafica della copertina, mega anni ’90, come vi è venuta?

La grafica l’ha fatta Yuri Kaban che è un grafico bravissimo di Milano, non che mio grande amico. inizialmente la grafica doveva essere un’altra foto molto più straniante, una copertina adatta ad un Mixtape anni ’90. Io gli ho lasciato carta bianca, dando soltanto l’ideale che volevo. Il Risultato mi piace tantissimo

A Cura di Mariarita Colicchio 

 

 

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