BOOMBOX MEETS…LUCIO CORSI

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VENDESI Cantautori (Vol.IV)

A cura di Paolo Loreto

Lucio Corsi, vent’anni, cantautori della scena indipendente italiana con già alle spalle due interessanti EP (Vetulonia/Dakar e Altalena Boy), e una presenza al Mi Ami Festival.

Ciao Lucio, ho apprezzato molto il tuo modo di scrivere. Le “metafore aperte” che tu stesso dici di non voler spiegare, per lasciare libera interpretazione a chi ti ascolta. Mi ricordi in particolare un pezzo di Graziani “I lupi”. Un modo per far diventare una canzone un vestito adatto a chiunque?

I lupi di Ivan Graziani, una canzone a cui tengo un sacco. Da piccolo mio padre me la faceva ascoltare e io avevo paura di questo brano, non so perché, è una delle mie preferite di Ivan Graziani adesso. Comunque è un modo per far diventare le canzoni un corpo da poter far vestire ad ognuno come gli pare, con i propri abiti.

Ogni cantautore che si affaccia sul mercato, ha il suo bel “paragone” artistico già pronto da portarsi sulla schiena. Che rapporto hai con i paragoni?

Di paragoni ovviamente se ne fanno molti ed è normale, con tutte le cose chesono state fatte. Alcune volte mi fanno piacere, altre meno ma va benissimo così. E’ importante farsi influenzare da ogni cosa bella, prendo la febbre anche due volte al mese.

Hai espresso un opinione negativa, sulla quale sono d’accordo, su spotify e tutto quel mondo di automatismi e playlist già scelte che annulla la ricerca musicale vera. Da cosa è mossa la tua ricerca degli ascolti e come si svolge in concreto?

Dalla curiosità ovviamente, e dal fatto che gli ascolti sono fondamentali per scrivere. Per cercare e trovare cose nuove da sentire mi affido anche a consigli di amici fidati e poi ricerco, approfondisco quando qualcosa mi incuriosisce.

In Italia siamo abituati a ricevere un prodotto cantautorale di pari passo con l’arrivo dei trent’anni del suo autore. Secondo te questo accade perché l’età è vista come un certificato di garanzia per l impegno nei testi? Perchè un cantautore deve avere trent’anni e non 20 in Italia?

Se uno vuol fare testi impegnati basta impegnarsi a scrivere un testo e ciò non dipende dall’età. Ogni età ha le sue cose positive e i suoi punti di forza, avere trent’anni non ti garantisce un tipo di scrittura migliore. Ci sono cinquantenni che si comportano da ragazzini. Ogni età ha le sue particolarità, pregi e difetti, l’importante a mio parere è non voler dimostrare una maturità diversa da quella che si ha.

Nell’EP non ci sono arrangiamenti complessi e la musica è volutamente semplice. Quello che smuove sono le parole e l’immaginazione. Seguirai questa linea anche per il nuovo album, e perché un ragazzo dovrebbe scegliere di ascoltare Lucio Corsi?

I due ep sono molto differenti. Vetulonia Dakar è il primo che registrai, molto semplice, quasi solo chitarra e voce. Altalena Boy, il nuovo ep, è arrangiato con più strumenti. Trovo interessanti entrambe le forme, sia la semplicità che la ricchezza sonora. Non devono scegliere di ascoltarmi, l’appassionarsi ad un gruppo o un musicista non è mai una scelta. Spero che possano ritrovarsi e vestire i corpi delle canzoni con i loro migliori vestiti, anche da carnevale, va bene uguale, basta che non gli mettano tute dell’erreà.

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