lessness è il progetto d’esordio come solista di Luigi Segnana ex membro di Casa del Mirto, co fondatore di Mashhh! Records e coproduttore di tutta la discografia dell’etichetta. Il nome [lessness] è ispirato dal racconto di Samuel Beckett “lessness”.

È uscito da poco il tuo primo lavoro come solista, con lo pseudonimo “lessness”, mancanza… come dobbiamo percepirla, come la mancanza di qualcosa che era o qualcosa che sarà?

Mancanza di qualcosa che era, che è e che probabilmente sarà. È una mancanza emotiva che intacca il mio io profondo. È l’incapacità, che combatto da quando ricordo, di non indulgere nella pigrizia mentale ed emotiva che tende ad appropriarsi di me continuamente e che mi rende impossibile il fare qualsiasi cosa che non richieda sforzo morale o intellettuale.  Tipo guardare le partite di calcio, quello riesco in qualsiasi condizione.

Il tuo EP si intitola The Night Has Come To War, anche qui si potrebbe percepire come qualcosa di oscuro o negativo. Da cosa nasce questo titolo e perché?

Come accennato prima tutto l’Ep ha un risvolto emotivo. Mi riferisco ad una battaglia intestina con me stesso e le mie paure, ansie. L’Ep, la musica che scrivo, è un tentativo di esorcizzare tutto il negativo che mi scorre nelle vene, negativo che, metaforicamente, individuo come notte, come assenza di luce e riferimenti che aiutino ad uscirne. È una notte metaforica, del resto non ho niente contro la notte in sé, anzi molte delle cose migliori accadono proprio di notte.

Ascoltando il tuo lavoro si percepiscono delle sonorità più cupe e introspettive rispetto al progetto precedente. Hai voluto quindi dare una tua precisa impronta e identità?

Il progetto attuale, non ha niente a che vedere con quanto fatto da me in precedenza, quindi sì ha un’impronta ed un’identità precise che rispecchiano un lato importante del mio retroterra musicale e personale. Tendenzialmente sono una persona introspettiva e introversa per certi versi, e tutto questo condiziona le sonorità dell’Ep, che suona particolarmente malinconico, direi, più che cupo.

Come ti aspetti che risponda il pubblico?

Questo non saprei dirlo, non ho particolari aspettative. È un lavoro che richiede più di un ascolto e che di primo acchito può sembrare fin troppo cupo. Pertanto, non mi aspetto nulla ma chiedo un po’ di pazienza per entrare in sintonia con l’Ep.

Cosa ti aspetti dal futuro? Ti piacerebbero delle collaborazioni con altri artisti?

Mi aspetto un futuro luminoso!

Nel mio futuro ci sono altre canzoni ed un full lenght a breve e una prima idea per portare il progetto live. Considero le collaborazioni molto importanti per la crescita di un artista e come confronto, in senso positivo, tra diversi modi espressivi. Sarebbe interessante collaborare con altri artisti, ma non penso sia una mia priorità al momento, perché una collaborazione sia proficua è necessario essere sicuri prima di tutto della propria identità del proprio io, o si finisce per perdersi. Per ora sono ancora lontano dalla quadratura del mio cerchio. Una volta trovata, sì, mi piacerebbe lavorare con altre persone.

A cura di Silvia Macini

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