IO e la TIGRE sono due e si bastano. Sono la carezza e lo schiaffo. Sono un ritorno dolce dopo anni di fredda diffidenza.
IO e la TIGRE è un duo, ma prima di tutto è una storia d’amore”.
E noi abbiamo voluto conoscerli.

Per sempre è il vostro terzo lavoro e come i due precedenti ha una bellissima copertina disegnata. Da dove nasce questa vostra idea di presentare i vostri lavori con questo stile fumettistico?

Innanzitutto grazie per questo complimento che vorremmo indirizzare alle tre persone che hanno illustrato le nostre copertine, ovvero Aimee B Brooks, Giulia Sagramola e Mattia D’Ovidio. Ogni copertina e quindi ogni collaborazione ha avuto una sua genesi diversa dalle altre. Nel primo caso è stata Lara, una nostra amica, a prendere l’iniziativa scrivendo ad Aimee – illustratrice newyorkese di cui avevamo apprezzato il lavoro ma che mai avremmo pensato di contattare- facendoci così un regalo speciale. Nel secondo caso è stata Giulia Sagramola per prima a scriverci e a seguito di una chiacchierata fiume è nata la copertina di 10 e 9 oltre che un’amicizia. Giulia oltre ad essere un’illustratrice molto brava è anche una ragazza piena di grrr power. La copertina di Per Sempre invece è stata illustrata da un nostro amico e siamo molto fiere di averlo tenuto a battesimo nel suo primo lavoro ufficiale. Mattia ha molto talento e finalmente ha spiccato il volo.

La vostra storia, che vi vede iniziare a suonare assieme negli anni ’90 e poi separarvi per 10 anni, ha un che di romanzesco. Come si riverbera questa alchimia riscoperta nella vostra musica? E soprattutto quanto è stato importante questo periodo per arrivare a creare ciò che fate oggi?

All’inizio noi non ne eravamo consapevoli, ma questi dieci anni di distanza hanno delineato meglio i contorni dei nostri ascolti: gli ascolti pop anni 60 e legati al cantautorato, di IO e gli ascolti grunge e punk della TIGRE. Per questo motivo, quando abbiamo unito i nostri mondi e creato il primo ep, era distinguibile agli altri nelle canzoni questo mix, mentre per noi non lo era affatto. Probabilmente questa separazione di ascolti ha influenzato molto il nostro stile, soprattutto all’inizio (ora ci contaminiamo molto di più, ovviamente). Riguardo all’alchimia, quella la devi venire a cercare ad un nostro concerto. Noi l’abbiamo sentita dal primo momento in cui abbiamo messo mano insieme ad un pezzo dopo dieci anni. È una cosa che succede ogni volta, ma non sappiamo spiegarti il perché.

Non Finirà vede una collaborazione con SLAT. Come è stato per un duo, e vi cito, che “si basta” collaborare con un artista che fa un genere così diverso dal vostro?

SLAT, oltre che essere un rapper talentuoso e nostro sostenitore dagli inizi, è una persona intelligente e gentile. Per questo motivo la collaborazione è stata un’esperienza positiva e divertente. Il rap non lo suoniamo ma lo ascoltiamo e ci piace. Basta pensare che per il release party di Per Sempre, abbiamo chiesto alla crew di SLAT di aprire il live. E poi due logorroiche come noi non possono che apprezzare del buon freestyle sulla spiaggia!

IO e la TIGRE. Cosa hanno in comune, e cosa invece è all’opposto?

Potremmo stare ore su questo punto. Assolutamente ore.
Lavorare su questo equilibrio coincide con l’essenza della nostra amicizia. Parlarne apertamente sarebbe come svelarti gli ingredienti segreti di una ricetta di cui vai particolarmente fiera. (risata diabolica)

Musicalmente la vostra firma si riconosce subito, avete uno stile che è veramente vostro e non rischia di confondersi con altro. Per Sempre nasce dall’esigenza di dover continuare a raccontare e sviluppare ciò che era dentro i primi lavori? Oppure porta in sé qualcosa di nuovo?

Come dicevamo prima la nostra musica rispecchia le nostre due anime musicali e il fatto che ciò si percepisca anche dall’esterno ci gratifica molto perché è come un’impronta, una foto di famiglia. In Per Sempre c’è la nuova collaborazione con Marquez (Andrea Comandini), il produttore artistico che ha curato la produzione di Non finirà e di Ho sempre me, il featuring con Cristina Donà contenuto in Tregua 1997-2017 Stelle buone, un omaggio ai venti anni dall’uscita di Tregua. Sicuramente la collaborazione con Marquez, il confronto con lui e con il modo che ha di tirar fuori da noi il nostro potenziale, è l’elemento di novità che è contenuto nei nostri ultimi due lavori e su cui stiamo lavorando attualmente. E’ un dialogo fitto, un confronto continuo, è un’esperienza che ci sta facendo imparare molto grazie a un punto di vista diverso dal nostro.

A cura di Andrea Predieri

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