BOOMBOX MEETS…IL PAN DEL DIAVOLO

622

VENDESI Cantautori (Vol.III)

A cura di Paolo Loreto

Di certo il gruppo di oggi non ha bisogno di essere presentato e “venduto” da noi. Il Pan Del Diavolo, il duo Palermitano che ha portato una ventata di rock and roll in Italia.

Siete certamente degli innovatori all’interno del panorama indie italiano.
Vi sentite più i “discendenti” degli urli di Ghigo Agosti o della scena romagnola blues a cui appartengono i Sacricuori ?

Effettivamente siamo un po’ degli outsiders musicalmente parlando. Abbiamo creato un mondo musicale nostro, molto personale, che attinge anche dal rock and roll primitivo italiano così ingenuamente libero da schemi musicali definiti. La nostra radice folk è scritta nel nostro patrimonio genetico musicale e il blues americano trasmette ancora oggi il suo messaggio e noi non ne siamo stati certo indifferenti.
I SacriCuori sono dei nostri amici e collaboratori, abbiamo dato e preso da loro.

Il viaggio verso Sud, che sia la Sicilia o il mediterraneo più in generale, è percepibile in ogni vostro album. Questa costante perché è sempre viva e presente?

Si può ascoltare un gruppo hardrock svedese senza percepirne la provenienza? O un gruppo californiano senza riconoscerne il tocco? O ancora un gruppo inglese senza distinguerne il suono?
No. Perché nella musica l’esperienza personale, il proprio bagaglio culturale entra sempre e comunque nelle canzoni, non si può prescinderne se c’è una certa sincerità nella creazione e nella produzione musicale di una band.

Proponete dei testi tra i più interessanti nel panorama musicale del momento.
Avete in comune il modo e lo stile di scrittura?

Io scrivo i testi e se entrambi non ci sentissimo dentro quello che scrivo non saremmo un duo ma uno scrittore ed un esecutore.

Come vi spiegate l’attaccamento dei vostri fan ai vostri primi brani, a quelle sonorità completamente differenti dai vostri ultimi lavori?

Il nostro primo album è del 2010, ci ha lanciato e molta gente è legatissima a quelle canzoni.
Credo che le canzoni più anziane abbiano un potenziale nostalgico molto forte.

Esclusione a Sanremo. In tutta sincerità, quanto ha contato non avere una grossa casa discografica alle spalle?

Non saprei proprio, noi abbiamo già un nostro percorso, sanremo o non sanremo, se quella fosse stata la nostra unica possibilità immagino che sarebbe stato un problema non avere una grossa “cassa” discografica alle nostre spalle.

Entrambi non vivete più nella vostra città, Palermo. È stata una scelta necessaria per voi , andare via dal Sud?

E’ stata una scelta puramente logistica, per quanto riguarda l’ispirazione giù a Palermo ce n’è sempre molta.

Commenti su Facebook