Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con I Botanici.

Ciao ragazzi, quest’estate, grazie ad un post su Instagram di Camihawke, mi sono interessato alla vostra musica. Ho dato un ascolto a Non Sbaglio Più e da li in poi ho mandato in loop il vostro album d’esordio Solstizio. Ma da dove nasce tutto questo? Chi siete?

Siamo quattro ragazzi di Benevento che dopo anni di inattività musicale hanno deciso di incontrarsi in sala prove per far prendere aria agli strumenti ormai impolverati, senza alcuna ambizione. Qualche storia d’amore finita male da lì a poco poi ha dato il via alla scrittura dei brani che ritrovi in Solstizio.

Nelle tracce poi mi ha colpito moltissimo le storie d’amore raccontate. Noi di Vox, a questo proposito, abbiamo scritto: un romanticismo Urban che rende luoghi come le pensiline, i mezzi pubblici e i sottopassaggi di periferia,il nuovo palcoscenico dove viene vivere un amore giovanile urlato, disperato, ma bellissimo. Siete d’accordo?

D’accordissimo. L’amore alla nostra età viene vissuto in questi luoghi, è un amore di strada a tutti gli effetti. Per questo trovi molti riferimenti di questo tipo nei nostri testi.

Il singolo Binario invece cosa preannuncia, un nuovo album? Quando uscirà? Come sarà? Cosa avete deciso di fare nel prossimo futuro?

Binario vuole far sapere a chi ci segue che ci siamo, che stiamo lavorando a quello che sarà il nuovo album. Per il momento è difficile dirti come sarà il nuovo disco, stiamo lavorando su cose molto diverse tra loro. Per l’uscita aspetteremo prima di concludere l’ “A/R Tour” ed il tour estivo e poi ci rinchiuderemo in studio.

Siamo abituati a vedere Bebo come membro de Lo Stato Sociale. Com’è invece da produttore? Come è stata la vostra esperienza in studio con lui?

Bebo è un’enciclopedia musicale oltre che, prima di tutto, un carissimo amico. È stata una fortuna averlo incontrato, ci ha insegnato tanto e ci ha dato (e continua a darci) una mano dalla produzione alla parte manageriale, dall’allestimento del live al pagarci le birrette quando finiamo i soldi.

La vostra playlist su Spotify La Serra mi ha molto intrigato. All’interno si possono trovare band importani come i Fine Before You Came o La Quiete. I Settlefish e i Gazebo Penguins. Con il vostro debutto nella scena musicale italiana, avete avuto modo di conoscerli tutti? Se si, vi hanno dato qualche consiglio particolare o, più in generale, il vostro incontro ha contribuito ad una vostra maturità musicale?

Non abbiamo avuto modo di incontrarli tutti, tra i citati quelli che conosciamo meglio sono i Gazebo. Con Sollo abbiamo lavorato in studio per Binario ed è una di quella persone che quando soltanto la guardi lavorare già hai imparato un milione di cose.

Ultima domanda: anche grazie a voi ho avuto modo di approfondire la scena emo/post punk. Con grande dispiacere ho scoperto che le band appartenenti a questo tipo di genere, occupano un posto secondario all’interno del panorama musicale italiano. Al di fuori dei Fast Animals and Slow Kids, pensate che anche il grande pubblico sia pronto a una musica, a una rabbia, a un esplosione come la vostra?

Adesso in Italia è il periodo dell’ “ItPop” e nessuno si aspetta di arrivare a fare quei numeri li. Il pubblico ai nostri live è sempre pronto e risponde sempre più che bene, sarà che siamo fortunati o forse semplicemente riusciamo a coinvolgerli e a farli sentire parte fondamentale dell’esibizione.

A cura di Giorgio Siciliano

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