BOOMBOX MEETS…GO!ZILLA

667

Abbiamo incontrato, per la nostra rubrica Boombox, il gruppo toscano, Go!Zilla.

Come nascono i Go!Zilla e come mai la scelta di un nome così particolare? E naturalmente cosa significa?

Go!Zilla è il nome dato dal vecchio batterista senza particolare significato, nell evoluzione della band lo abbiamo mantenuto visto che piaceva a tutti. Il progetto nasce nel gennaio del 2012 ed esordisce nel giugno dello stesso anno fino ad oggi all attivo con due cambi nella lineup .

La vostra musica è un mix di vari generi musicali, ci troviamo il blues, il punk, il rock roll, il rock psichedelico, come siete arrivati a creare un sound così unico e particolare?

Penso ogni band debba cercare di elaborare le proprie influenze e farle proprie al di là dei generi. Il modo di suonare la batteria di Fabio, il mio di cantare e suonare la chitarra (Luca) e lo stesso di Mattia creano il sound dei Go!zilla al di là delle etichette che potremo o potrete dargli ed è destinato ad evolversi ancora e prendere direzioni varie in futuro.

I vostri concerti vi hanno portato a suonare molto sia in Italia sia all’estero, in tutta Europa, quanto sono importanti per voi i concerti live e il contatto col pubblico e qual’è il pubblico che vi ha più emozionato in giro per l’Europa?

In Francia e nei festival in generale c’è sempre una grande emozione, il Messico ci ha messo alla prova più di tutti direi.
Il contatto col pubblico è fondamentale per vari aspetti, ultimo ma non ultimo la “presentazione” del proprio lavoro che puoi vendere al banco del merch la sera stessa. Ormai i dischi si vendono live, su internet o nei negozi è difficile anche se sta andando abbastanza bene per ora.

Il vostro primo disco “Grabbing a Crocodile” ha avuto un buon successo, e ad aprile è uscito “Sinking in Your Sea” il vostro secondo lavoro, quali sono le novità e cosa è cambiato dal vostro primo disco?

L’evoluzione sonora e di lineup: non so dove ci porterà tutto ciò ma siamo destinati a rinnovarci ulteriormente. Una rock band nel 2015 non può stare ferma per troppo o ancorarsi troppo ad un certo stile, ci vuole una continua evoluzione per mantenere l’attenzione alta da parte del pubblico.

Per la registrazione di “Sinking in Your Sea” siete stati affiancati da Matt Bordin all’Outside Inside Studio, come è stato lavorare con lui?

Siamo amici ed è stata una grande esperienza, ha riprodotto su nastro ciò che avevamo in mente a livello sonoro, sicuramente è l inizio di una lunga collaborazione.

Avete dei gruppi a cui vi ispirate? E in generale quali sono i vostri gruppi italiani preferiti?
Ci sono tanti gruppi italiani interessanti e il 90% di questi sono nostri amici dai Vickers agli Appaloosa passando per i bee bee sea e altri…
Spesso ci hanno detto di assomigliare al piglio dei Mudhoney, questo mi ha fatto riavvicinare alla musica grunge. A dire il vero non li ho mai ascoltati troppo ma dopo i vari accostamenti fatti dai giornali mi ci sono riavvicinato di più a tali sonorità.

Per concludere quali sono i vostri progetti per il futuro?
Suonare live ed evolversi, chi si ferma è perduto!

A cura di Ermanno Calamo

Commenti su Facebook