BOOMBOX MEETS…GHOST TRAX

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A cura di Valentina Aiuto

Venerdì scorso i Ghost Trax hanno dato il via all’ormai nota serata del venerdì sera al Rock’n’Roll Milano, Linoleum. Ecco la nostra intervista.

Come nascono i Ghost Trax e chi sono?
Ghost Trax è un nome collettivo. Da soli non contiamo nulla, musicalmente. Ci piace il nostro pseudonimo più che i nostri nomi.

“Neo-post, avant-retro, on-off” è la vostra descrizione della band. Spiegateci cosa volete trasmettere con queste suggestioni. Quali sono le influenze musicali che vi hanno portati oggi ad essere i Ghost Trax?
Sono tanti anni che abbiamo capito che non ci sarà più nulla di nuovo sotto il sole del pop. Non facciamo altro che vomitare quanto abbiamo ingurgitato dagli anni 80 in poi, senza pensarci o avere dietro un progetto. Piuttosto, cerchiamo di allontanarci da ogni etichetta: siamo chiaramente influenzati dalla musica inglese dei primi 80, e se dovessimo fare un nome comune nelle classifiche di tutti noi tre, faremo quello degli wire. Ma proprio per questa assonanza e ciò che essa significa al di la della musica, cerchiamo di allontanarcene il più possibile: ecco questa è la nostra progettualità, si muove per difetto!

Ho visto il video di Contemporary Engineering. Spiegate ai nostri lettori da dove è arrivata la volontà di realizzarlo proprio in quel modo e qual è il messaggio finale che volete trasmettere?
Il nostro primo video è frutto alla stessa maniera di un processo di messa in gioco di molte idee, tecniche di ripresa e accumulo di esperienze maturate con il nostro lavoro, che ha più a che fare con l’immagine che con il suono. Il video di contemporary engineering si muove come noi tra tecniche di ripresa vintage come il foro stenopeico (le proiezioni dell’esterno all’interno della casa), timelapse durati giorni e giorni e tecniche digitali come il video mapping. L’accostamento tra nuovo e vecchio segue l’intenzione del testo: il rapporto tra la meraviglia di ciò che ci circonda a livello naturale, cosmologico, e la nostra intolleranza a riconoscervi uno schema divino, fino al punto di credere che il nostro scopo nell’universo sia di cambiare il corso della natura stessa. Più chirurgia estetica e geni modificati per tutti!

Quale sarà, alla luce di quelli di cui già conosciamo l’uscita, l’album migliore del 2015 nel panorama indipendente italiano?
Il panorama italiano fa parte del panorama globale e sono veramente pochi gli artisti che possono competere con l’estero. Ci piace molto l’attitudine degli ommemmerda, anche se non li abbiamo mai sentiti! sono il gruppo del nostro produttore artistico. Personalmente mi piace molto il progetto HAVAH e spererei di ascoltare presto qualcosa di nuovo da parte loro. E adesso mi accingo ad ascoltare be forest, me ne hanno parlato molto bene.

 

Foto Davide Vaccani

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