Il 3 novembre, ci siamo fatti coccolare dall’atmosfera magica del Land Of Freedom  di Legnano (MI) riscaldato dalle note e dalla voce di Gazzelle.
Già alle 22.30 il locale era stracolmo (presenti, tra il pubblico, anche i Canova).
Apre il concerto con Balena, accompagnato dalla band e dal pubblico che ha cantato ogni singola parola. Continua con Stelle filanti, Sayonara, Meltinpot; se si chiudono gli occhi sembra di sentirlo cantare solo per se stessi.
Di Gazzelle va detto che dal vivo sa emozionare in modo diverso rispetto a come fa in demo, perché è impacciato ma si legge nei suoi gesti, nelle sue espressioni, che lui scrive le canzoni prima di tutto per sé e  poi per quelli che vogliono ascoltarlo, una sorta di terapia.
Flavio ha creato Superbattito raccontando una storia che tutti potremmo vivere ma che non tutti sapremmo trasportare in musica.
Canta Nero e Quella te, poi si interrompe, canticchia  con il pubblico alcuni pezzi di Coez e dei Canova stessi, riprende e torna a creare quell’intimità difficile da descrivere cantando  Un po’ alla volta, un vero e proprio piccolo capolavoro che si riserva di cantare ai live per uccidere definitivamente chi fosse riuscito a mantenere una qualche stabilità emotiva.
C’è bisogno di rimettersi a ballare e quindi parte Demodè, Zucchero Filato e NMRPM.
Siamo arrivati quasi alla fine quando canta Greta e Non sei tu poi fa qualche bis e qualche altra battuta tra amici ed è già il momento di dirsi ciao.

Dopo il concerto, ci siamo catapultati da lui a fare una chiacchierata e un paio di domande a cui sono state date risposte carine e divertenti e abbiamo finalmente svelato il mistero “ma perché si chiama Gazzelle?”.

Come mai il nome Gazzelle? E tu sei davvero così fuori dal mondo anche nella vita reale o è un personaggio che appartiene al te artista?

Mah in realtà non ti so dire, mi piacevano le scarpe, anzi sto proprio in fissa, ne ho sette paia, fondamentalmente e io da Gazelle ho aggiunto una zeta e l’ho fatto diventare Gazzelle. E per rispondere alla seconda parte no, sono così sempre, proprio fuori dal mondo come m’hai visto sul palco,ho ancora qualche problemino da risolvere. (NB: da bravi patriottici gli abbiamo anche chiesto se gli piacessero le Gazelle Milan e la risposta è stata affermativa).

So che parlare di canzone preferita con un artista è come chiedere a una madre quale sia il figlio a cui vuole più bene, ma la tua preferita quale è?

Ma sai che io a mia mamma glielo chiedo sempre e lei puntualmente fa la vaga? Boh la mia preferita in assoluto è Non sei tu, non so dirvi perché in realtà, è qualcosa di inesplicabile.

Hai avuto un boom incredibile in pochissimo tempo, come ti vedi tra 4 anni? Farai come Tommaso Paradiso e diventerai mega pop?

[ride] Oddio in realtà non lo so che faremo tra quattro anni, io so solo che voglio continuare a fare la musica che mi va di fare e che mi piace, poi vedremo che cambiamenti ci saranno.

Nero, il tuo ultimo singolo è ancora più malinconico del solito, quanto sei preso male da 1 a Mecna?

[ride di nuovo] oddio come sono le gradazioni di preso male ?

Non saprei, io metterei un Coez in basso e piano piano a salire qualcosa che arrivi a Calcutta e al Mecna di Laska.

Va beh ma Coez non è così felice dai, comunque Mecna, decisamente Mecna.

Ultima domanda, nel panorama indie-pop chi con chi faresti un featuring e chi elimineresti dalle play-list di tutti quanti?

Vorrei collaborare con i Cani e con Calcutta e cancellerei dalle playlist chi fa musica tanto per farla, è una cosa che odio.

A cura di Mariarita Colicchio

 

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