BOOMBOX MEETS…GALONI

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VENDESI Cantautori (Vol.V)

A cura di Paolo Loreto

Nato nel 1981, GaLoni cantautore di Latina, si era già presentato con il suo Greenwich come un interessante cantastorie venuto dalla provincia, “vestito” da città attraverso una scrittura mai banale e romantica. Oggi mettiamo in vendita il suo nuovo lavoro Troppo Bassi per I Podi, un album di racconti, di parole scritte con grande consapevolezza.

Ciao Emanuele, il tuo nuovo album é un insieme di racconti reali, di storie quotidiane e
acuti ritratti allegorici della vita di tutti i giorni. Il tutto raccontato, come suggerisce la copertina dell’album, da un narratore che vola sui tetti, che ha un punto di vista reale ma distaccato, quasi fantastico. Perché questa scelta?

È il punto di vista di un uomo che viene dalla provincia e che vive la città a tratti, ne vede i difetti e i pregi e allo stesso tempo ne costruisce una con dei connotati fantastici, surreali probabilmente per evadere da una realtà troppo approssimativa. Questo album è anche il continuo di Greenwich, il mio lavoro d’esordio con il quale immagino di spostare il meridiano Zero, punto di riferimento geografico di una cultura occidentale che ogni tanto dovrebbe essere messa in discussione.

Superando l’ossessione contemporanea di assegnare un genere alle cose, all’interno di un negozio di dischi, non dove ma perché una persona dovrebbe acquistare e conoscere il nuovo album di GaLoni?

Cominciamo nel dire che ormai è difficilissimo trovare negozi di dischi. Quello che posso consigliare è ascoltare prima l’album sul web e poi magari venire ad un mio concerto dove sarò io personalmente a vendere il mio disco e a scambiare due chiacchiere con chi è intenzionato ad aggiungere Troppo bassi per i podi nel proprio scaffale di casa. Non consiglierei mai di acquistare qualcosa a scatola chiusa.

In una tua intervista a Radio Bombay, parli delle tue influenze compositive, che non derivano da altri musicisti o cantautori ma perlopiù da scrittori. In particolare a quali fai riferimento?

Sicuramente le mie influenze derivano da alcuni ascolti che si palesano all’ascolto dell’album ma fanno parte di una formazione personale ed è quasi fisiologico che vengano fuori, ma non c’è una scelta di genere alla base. Per quanto riguarda gli scrittori ce ne sono molti che mi hanno accompagnato in questi anni, mi vengono in mente Garcia Marquez, Buzzati, Primo Levi. Ma anche articoli di giornali, chiacchiericci in metropolitana, pettegolezzi di anziani. Ho attinto anche da questo. Sopratutto da questo.

Mi ha colpito in particolare il paragone che fai in una tua canzone tra un ipotetico amore, e un geranio al centro di una rotatoria. Vedi nella strada, nel traffico e nella vita monotona un pericolo di alienazione dal quale solo l’amore salva?

E’ un po’ la metafora del disco, in particolare di Carta da Parati, singolo dell’album. Nel geranio piantato nella rotatoria ci sono essenzialmente i due mondi natura/provincia – progresso/città che entrano in conflitto. E’ come incontrare/scoprire una bellezza (che può essere inteso come un ipotetico amore) in un contesto iper-urbanizzato e cementificato che non fa altro che svilirla e nasconderla. Questa bellezza invece dovrebbe essere contemplata e celebrata in un contesto diverso, un contesto che la esalti e gli dia valore, laddove l’uomo non ha ancora edificato in modo smodato, e dove ci sono ancora tempi e spazi più umani e più in armonia con la natura.

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