BOOMBOX MEETS…FRACTAL REVERB

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a cura di Valentina Aiuto

 

Nuova intervista firmata Boombox ad una delle band esibitesi durante Linoleum al Rock’n’Roll Milano. Loro sono i Fractal Reverb.

Chi sono i Fractal Reverb e quali sono i loro punti distintivi?

I Fractal Reverb sono Caro al basso e alla voce, Davide alla chitarra e Denny alla batteria. Hanno unito le loro diverse influenze fino a creare qualcosa di particolare: Caro a 15 anni era tastierista e corista in una coverband hard rock/progressive, Davide era chitarrista in una band punk-rock e per Denny è la prima esperienza in una band. Il loro punto distintivo principale è quello di “spogliarsi” di tutte le convenzioni musicali legati al genere e allo stile per dare spazio all’improvvisazione e all’immaginazione. L’intento è quello di inglobare l’ascoltatore in una specie di bolla sonora e soprattutto emotiva, in cui insieme possano creare un dialogo e scambiarsi energia.

Come nasce il vostro nome?

Il nome viene da un’idea di Caro, che è laureata in ingegneria e ha voluto trasmettere l’idea che come la musica è ovunque (dal canto degli uccelli, al rumore della pioggia, al rumore dei passi), lo stesso anche la matematica, tanto che la si può ritrovare anche nella musica stessa. Nasce dal concetto di “Fractal” = frattale ovvero disegno prodotto da un calcolatore, caratterizzato da una struttura ripetitiva e definito da una funzione matematica, e “Reverb” = effetto sonoro che crea atmosfera. Infatti la loro musica è dettata dalle ripetizioni e da tempi dispari con strutture contorte e a patchwork, ma anche caratterizzata da suoni avvolgenti e atmosferici che creano empatia con chi ascolta.

 Sulla vostra pagina Facebook dichiarate che alla tecnica preferite la dinamica. Spiegateci come siete arrivati a questa decisione.

In realtà niente della nostra musica viene da una decisione, è un’esigenza dettata dal nostro modo di essere. Infatti, piuttosto che essere ricordati come mostri di bravura ma non trasmettere nulla, preferiamo sentirci dire “non mi piacete, ma mi avete lasciato un segno!”. Infatti crediamo che ci sarà sempre qualcuno migliore di noi a livello tecnico, ma la capacità di comunicare qualcosa e avere uno stile personale e originale non possa essere replicato

 Da dove proviene la volontà di far combaciare testi molto intimi con sonorità forti e stridenti?

I testi molto intimi sono sempre frutto di riflessioni e in quanto tali rappresentano un modo di trasmettere un’emozione e far riflettere. Quando questa è rabbia, tristezza, impotenza allora corrisponde a sonorità forti, altrimenti quando l’atmosfera è più descrittiva e sognante, le armonie sono più delicate e avvolgenti. I nostri brani, non avendo noi un genere particolare a cui rifarci, spaziano da tendenze quasi heavy/psichedeliche come Natural Sounds a tendenze progressive rock come Song of Something a suoni grunge come Dystonic Wave e a rievocazioni new-wave come in Fall In Leaves.

 Quale sarà, alla luce di quelli di cui già conosciamo l’uscita, l’album migliore del 2015 nel panorama indipendente italiano?

E’ sempre più difficile trovare un gruppo che sia veramente “indipendente”… Se proprio dobbiamo rispondere, diciamo Endkadenz dei Verdena volume 2 perchè deve ancora uscire e speriamo che ci stupisca, dato che il volume 1 ci è piaciuto ma non ci ha colpito quanto ci aspettavamo. Cogliamo intanto l’occasione per dire che anche noi siamo in fase di registrazione, ci stiamo mettendo tutta la passione e la dedizione possibile. Stiamo registrando da soli un album autoprodotto di 15 tracce, si chiamerà “Songs to overcome the ego mind”. Lo troverete presto ai nostri concerti.

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