In occasione del concerto di sabato 12 gennaio all’Alcatraz di Milano, abbiamo fatto due chiacchere con Pedro dei Finely per sapere chi sono oggi rispetto al 2002 quando tutto è iniziato.

Il vostro sesto album in studio, Armstrong è uscito sul finire del 2017, autoprodotto dalla vostra etichetta discografica Gruppo Randa e distribuito dalla Sony; parlateci un po’ di questo disco, come è nato, come è cresciuto e cosa vi ha portato. Ci interessa anche sapere se i testi sono scritti a una o più mani e se siete influenzati anche un po’ dai vostri gusti musicali…

La nascita di questo album è stato un parto piuttosto lungo e travagliato come la sua genesi; avevamo passato degli anni di intensa attività, pubblicando due album nel 2012 (Fuoco e Fiamme e Sempre solo noi) e realizzando nel 2013 la colonna sonora della serie animata della Lego (LEGO Legends of Chima) oltre a dare inizio al percorso radiofonico, sempre in quell’anno.  Quindi, dopo questi momenti di intensa produttività, ci siamo fermati per prenderci del tempo, per capire quale fosse lo step successivo da intraprendere. Dopo aver sperimentato diversi stili siamo arrivati ad un momento catartico, una fulminazione sulla via di Damasco praticamente, in cui abbiamo trovato un nuovo sound, una nuova identità, più pop rock elettronico, dandoci una connotazione più contemporanea rispetto al passato e così è nato l’album. Fondamentale è stata la title track, composta tra l’altro per ultima; in quel momento abbiamo capito che il cerchio si era chiuso. Da qui il nome dell’album appunto, Armstrong, come rappresentazione di una rivoluzione, una evoluzione per noi come lo è stato per il mondo quando nel 1969, di cui quest’anno tra l’altro cade il 50°, Louis Armstrong sbarcò sulla luna. I testi, in quest’album come in tutti,  sono scritti principalmente da me e da Ka (chitarra – cori) mentre la costruzione musicale dei brani avviene insieme e per quattro riguarda le influenze non ce ne sono una o più in particolare, cerchiamo sempre di non porci limiti, ascoltando  un po’ di tutto anche tra le proposte del momento, per essere costantemente al passo con le novità musicali anche se un certo background rock rimane.

La nascita della vostra etichetta indipendente è stata un passo importante nella vostra carriera: come è stata questa esperienza, personalmente e professionalmente?

È stata una esperienza fondamentale che ci ha dato l’opportunità di crescere molto, sia professionalmente che personalmente; ci ha aiutato a capire come funziona e come si gestisce il lavoro del dietro le quinte di una band e di un album, quanta fatica e impegno ci  vuole per far funzionare bene le cose e anche se poi il disco è stato distribuito dalla Sony, non significa che l’etichetta sia chiusa anzi è viva e vegeta e non ha alcuna intenzione di scomparire.

Prima dell’uscita dell’album avete reinterpretato il brano “Il Mondo” di Jimmy Fontana, con annesso videoclip, a favore del progetto CESVI per la compagnia FOOD RIGHT NOW, che ha come obiettivo combattere la fame nel mondo; con questo gesto avete certamente sensibilizzato il pubblico al problema e anche voi come molti artisti siete attivi nel sociale, come vivete questo tipo di responsabilità?

Questo singolo ed il relativo video è stata l’unica pubblicazione durante quel periodo di pausa e lo abbiamo fatto principalmente per far conoscere al nostro pubblico l’associazione onlus, CESVi che noi conoscevamo da qualche tempo e con cui abbiamo condiviso questa bella esperienza, cercando di dare loro una mano a sensibilizzare le persone su questo tema, che a volte non si considera con la dovuta attenzione; anche se poi lo abbiamo fatto con una certa semplicità perchè la musica è anche questo, un mezzo per trasmettere messaggi importanti con una leggerezza tale da arrivare dritto ai cuori, perciò non è stato assolutamente un peso anzi lo abbiamo fatto molto volentieri e siamo stati molto felici di averne fatto parte.

Avete concluso l’anno appena passato con esibizioni live in importanti città italiane come Torino, Roma e state iniziando il nuovo anno nella stessa maniera, con Brescia e Milano; tirando un po’ le somme come si fa in questo periodo, dove Vi ha portato il 2018 e cosa sperate Vi riserverà il 2019? Ci son dei progetti futuri di cui potete anticiparci qualcosa? Vista l’uscita ad aprile del singolo “Tutto quello che ho,” dobbiamo aspettarci un nuovo album e un nuovo tour?

Ormai siamo in tour dalla fine del 2016, anno in cui ricorreva il 10° anniversario del nostro primo album (Tutto è possibile) e termineremo questi live proprio con il concerto di sabato all’Alcatraz. Per l’anno nuovo posso dirti che non c’è ancora nulla di concreto ma così come con i concerti, anche con la scrittura non ci siamo mai fermati, andiamo avanti sempre a comporre, perché quando si accende a scintilla devi cogliere l’attimo e continuare ad alimentarla senza lasciarla spegnere. Molto probabilmente ci sarà qualche nuova canzone ma per parlare di un vero e proprio album è ancora presto.

La vostra carriera vi ha portato ad avere importanti collaborazioni non sono nel settore musicale ma anche televisivo e soprattutto radiofonico che come dicevi prima, è un’avventura iniziata nel 2013; Come è vivere queste due realtà, i live e la radio e cosa Vi piace dell’una e dell’altra?

Personalmente non ero molto convinto di intraprendere la strada radiofonica ma, più passano gli anni e più sono contento di questa scelta ma, mi diverte così tanto che ormai, è diventato automatico e necessario fare radio insieme. Sono due realtà differenti e’ vero, la musica li accomuna, ma il nostro programma radiofonico è principalmente di intrattenimento, attraverso il quale ci piace comunicare con i nostri ascoltatori, parlando di quello che succede ogni giorno intorno a noi. Abbiamo avuto anche modo di confrontarci con  l’esperienza televisiva, debuttando su Sky Sport 1 in un programma che ci ha permesso di trattare uno dei nostri argomenti preferiti: il calcio!  Insomma, ci piace giocare con il mezzo televisivo e radiofonico e quest’ultimo, diversamente dal palcoscenico che cambia continuamente, ci permette di vivere una esperienza nel quotidiano da cui ogni giorno impariamo e sono sicuro che anche  questa nuova esperienza con Radio 101, come con le altre emittenti, ci aiuterà a crescere.

Come è cambiato il mondo del musica in questi ultimi 15 anni, dai vostri inizi ad oggi e come avete affrontato questi cambiamenti? Cosa consigliereste ai ragazzi che si affacciano a questa mondo e vorrebbero intraprendere una carriera musicale?

Il mondo della musica è totalmente cambiato rispetto ai nostri inizi, soprattutto per l’utilizzo di internet e dei social media, sia per quanto riguarda la carriera di un artista che per la distribuzione del suo lavoro; ora è tutto più semplice, tutto è disponibile e alla portata di tutti, c’è una vasta scelta e per spiccare bisogna purtroppo essere eccessivi e non è detto che sia una cosa sempre positiva. Probabilmente se dovessimo paragonare l’uscita del nostro video “Diventerai una star” dovremmo confrontarlo con il numero delle visualizzazioni di Youtube perché anche i parametri ora sono cambiati. Concludo dicendo che non so se ho consigli da dare, piuttosto sono io che dovrei chiederli ai ragazzi più giovani, per stare al passo coi tempi e affrontare i cambiamenti di questa nuova era digitale; chiederei ad un giovane social media manager soprattutto quali potrebbero essere i contenuti giusti per stare il più possibile in contatto e comunicare con il mondo dei più giovani.

 

Grazie mille a Pedro per la sua disponibilità e a questo punto non ci resta che goderci il concerto di sabato 12 gennaio 2019 all’Alcatraz di Milano per un inizio anno pieno di Adrenalina!

 

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A cura di Silvia Macini

 

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