Boombox meets…Edipo

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Rap, pop, elettronica, cantautorato. Questo e molto altro lo si può ritrovare in un artista di origini bresciane, ma dal nome mitologico. Stiamo parlando di Edipo. Dopo aver girato l’Italia facendo da apertura a Caparezza, ha tirato fuori un nuovo album sotto la supervisione di Dargen D’Amico.

In occasione del suo concerto allo Zog di Milano organizzato da Astarte Booking, lo abbiamo incontrato per farcelo raccontare:

Artista in continua evoluzione, al limite tra il grande salto ed il grande vuoto. Con “Preistorie di tutti i giorni” credi di aver trovato la tua dimensione artistica o senti di essere ancora in una fase di ricerca?

“Preistorie di tutti i giorni” è stato un album così travagliato che ha eliminato in me la voglia di portare avanti il progetto Edipo.

Il titolo sembra trasmettere una situazione di insoddisfazione nei confronti di un presente troppo legato a vecchi retaggi che dovrebbero essere sorpassati da un pezzo. È solo una mia sensazione o è così?

In realtà rappresenta la ciclicità dei rapporti umani. Ma così come nelle canzoni anche nei titoli è bello che ognuno ci veda quello che vuole.

Cosa credi sia cambiato in quest’ultimo lavoro rispetto ai precedenti?

Il disco precedente era un “concept album”, quindi nell’insieme era più compatto

Cosa ha comportato la dimensione Giada Mesi-Dargen D’Amico-Universal (rispettivamente produttrice-supervisore artistico-casa discografica) nel tuo microcosmo musicale?

Tanti input, forse troppi ed io che ero abituato a gestire “la mia musica” nella sua interezza ho dovuto risettare alcuni parametri. E’ stato un bel capitolo in cui ho fatto delle esperienze, soprattutto umane, molto importanti e ho instaurato amicizie che spero sopravvivranno oltre la musica.

Dove potremmo incontrarti nel prossimo futuro?

Sto mettendo su un nuovo progetto, in realtà è più di un anno che faccio e disfo materiale e finalmente ho messo in piedi un’ottima squadra di collaboratori. Sarà “l’autoproduzione” infatti la mia nuova avventura e l’idea di curare tutto nei minimi particolari mi spaventa ma allo stesso tempo mi entusiasma come un ragazzino alla prima Demo. Le cose nuove saranno molto diverse, forse ci sarò dentro io, forse mi nasconderò, secondo me le prime produzioni che sto chiudendo bombardano…si vedrà!

Ma quest’anno ci vai al Mi Ami?

No, mi odiano.

a cura di Giuseppe Giovine

Qui potete trovare un’altra intervista, sempre Edipo, ma più giovine.

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