Boombox meets…Cucina Sonora

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In vista del live di giovedì 7 gennaio allo Zog di Milano, abbiamo avuto la possibilità di scambiare due parole con Cucina Sonora.

Quando e come nasce il progetto di Cucina Sonora?

Il progetto nasce tra la fine del 2013 e i primi del 2014 dalla voglia di iniziare qualcosa di nuovo, la voglia di cambiare. Inizialmente doveva essere un duo ma poi per motivi pratici ho preferito portare avanti il progetto da solo. Nasce per gioco, per provare a usare altri strumenti che non fossero il pianoforte, per percorrere altre strade mai battute e pian piano è venuto e sta venendo fuori qualcosa di interessante, in continuo cambiamento.

Chi, sia per la classica sia per l’elettronica, ha maggiormente ispirato la tua musica?

Per la classica in assoluto Beethoven seguito dai più moderni Debussy, Balakirev, Rachmaninov; per l’elettronica attingo da diversi generi e artisti, da Trent Reznor a Piero Umiliani, Francesco Tristano, James Holden.

Qual è il posto in cui ti piacerebbe di più esibirti e perché?

Un teatro senza poltroncine, dove la gente stia in piedi. Credo che rappresenti bene la mia idea musicale. Un incrocio tra un teatro e una discoteca.

Molti pezzi fanno da sfondo per una storia, difatti la tua musica è anche colonna sonora. Ci fai qualche esempio di questi brani e delle storie che accompagnano?

Beh, pressochè tutti i miei brani raccontano una storia. 4seasons ad esempio per me rappresenta il circolo della vita. Ma non ho mai voluto approfondire il discorso di quello che i brani rappresentano per me. Non voglio influenzare l’ascoltatore con le mie parole, se la musica funziona non c’è bisogno di spiegarla, ognuno poi è libero di vederci il suo viaggio.

Progetti in ballo da raccontarci?

A breve tornerò a Berlino, una volta montato lo studio inizierò a lavorare per un nuovo remix di musica classica per un festival di danza che si terrà in italia in primavera. Insieme a questo altri progetti tra Berlino e l’Italia di cui ancora non posso svelarvi molto.

A cura di Sara Palumbo

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