Il primo errore che puoi commettere parlando con i BELIZE, è quello di pensare che le loro canzoni nascano da bozze scritte a pc o da frasi buttate giù su fogli di carta. Riccardo Montanari, frontman e autore, cerca l’ispirazione in bicicletta, con le cuffie nelle orecchie, girando per le strade di Varese, dove non solo prendono forma i loro testi ma, nel 2014, anche il progetto dei BELIZE, formato da Riccardo, Federico Scaglia, Mattia Tavani e Yed Giordano Viganò.

Facendo quattro chiacchiere con loro, è evidente che non solo abbiano saputo unire in un connubio perfetto ciclismo e arte , ma che dopo l’esperienza ad XFactor 2017 abbiano le idee molto più chiare.

Ciao ! Innanzitutto grazie per la disponibilità! Iniziamo con le domande che non vi fa mai nessuno, come nasce il vostro progetto?

A cui, per altro, ogni volta rispondiamo in maniera diversa! ( ride)
Nasce nel 2013-14, periodo in cui io e Mattia (il chitarrista) suonavamo in un altro progetto. Ed era una fase in cui stavamo capendo cosa volevamo fare davvero in quanto non eravamo io e lui a scrivere le canzoni ma un’altra persona! Ci eravamo un po’ divisi e ci eravamo detti “ognuno fa qualcosa e poi ci riconfrontiamo!” e allora io e Mattia ci eravamo trovati a fare insieme delle cose che poi sono i primi lavori dei Belize, gli altri non erano molto convinti ma a noi piacevano tantissimo quindi abbiamo deciso di continuare a farle da soli.

Ed è stata una scelta, a quanto vediamo oggi, intelligente! Poi io posso anche parlarti da persona che vi ascolta e a cui piacete ma, indubbiamente, il progetto è bellissimo e nuovo e diverso! Ma la mia curiosità, ora, è a cosa voi vi rifate musicalmente, quali sono le vostre references?

Allora all’inizio ci siamo basati tantissimo, e forse siamo proprio nati grazie a questo, su un disco che è Endtroducing di Dj Shadow che è il primo disco completamente campionato ( quindi non c’è nulla di suonato) della storia ed è un disco molto hiphop, con dei suoni molto crudi. Noi all’inizio volevamo fare quella cosa lì, poi in realtà, essendo tutti musicisti non abbiamo quasi mai usato dei campioni ma abbiamo sempre suonato tutto e quindi è uscita un po’ l’altra nostra influenza principale, che sono i Gorillaz. Diciamo che se Damon Albarn fa qualcosa di nuovo che non mi piace, magari io mi rimetto in discussione, dico “ma forse ha ragione lui”. Mi fido molto di quello che fa lui, è proprio il mio preferito!

E ovviamente, come tutte le band, la musica che si ascolta entra a far parte anche di quello che fate voi.

Poi noi abbiamo dalla nostra il fatto che siamo italiani, per cui c’è anche una componente fortissima di musica italiana, del cantautorato che noi cerchiamo di mischiare a quello che è il nostro suono, che forse è un po’ più internazionale .

Ecco, parlando di cantautorato, ti faccio una domanda che ti avrei fatto alla fine. Tu, della scena indie di oggi, per cui di questo cantautorato che è tornato in maniera prepotentissima nelle playt lists, cosa ascolti, con chi collaboreresti e cosa, magari, reputi inascoltabile?

Allora ad essere sincero, tutta la scena tipo Calcutta mi piace, ma tutto quello che ne è uscito dopo per nulla. Noi in furgone facciamo sempre questo gioco che è ascoltare Indie Italia su Spotify e vedere quale teniamo e quale passiamo subito.

E cosa riuscite ad ascoltare? Facciamo un gioco, io ti dico tre, quattro nomi e tu mi dici sì o no.

COLAPESCE: Sì
GAZZELLE :No
MOTTA: Sì
MECNA (anche se, se lui legge che lo abbiamo definito indie, ci prende a calci): Sì, mi piace
GHEMON: Sì, assolutamente!
Comunque tra tutti loro, il mio preferito in assoluto è GENERIC ANIMAL, è l’unica cosa che mi ha veramente colpito, uscita recentemente! Lui mi piace tantissimo, infatti stiamo facendo anche delle cose insieme.

Cambiando argomento, complimentissimi, ho appena visto che Fisher Price ha fatto 50.000 views su Spotify! Parlando, appunto, del nuovo singolo viene spontaneo chiederti dove tu prenda l’ispirazione per scrivere i testi.

Io ho iniziato veramente a scrivere canzoni con i Belize e penso di essere diventato in grado di farlo soltanto dall’Ep più che dal disco. Ad essere sincero c’è stata una persona che mi ha un attimo sconvolto a livello emotivo, mi ha fatto proprio vedere il mondo in modo diverso, anche capire diversamente la mia sensibilità. Quindi tante cose nascono da degli spunti che mi ha dato questa persona, insomma.

Quindi sono canzoni che nascono dal vissuto, cosa che in realtà non è così banale dato che spesso ci troviamo davanti testi astratti e concetti vaghi. Effettivamente si sente che quello che scrivi è vivo, che c’è un vissuto!

Esatto, diciamo che le cose di cui parlo nelle canzoni, almeno recentemente, hanno dentro molte cose che provo io e molte che prova, o ha provato, questa persona.
Poi nello specifico le canzoni io le scrivo in bicicletta. Cioè di solito faccio una bozza al pc, con già i suoni, poi me la metto in loop in cuffia e vado in bicicletta e mi vengono le prime frasi e dopo, quando capisco di cosa voglio parlare, mi metto proprio al computer a finire il testo bene!
Di base quando devo finire un testo e non ho idee e non mi viene niente vado in giro in bici (ride)

Quindi se ti becchiamo in giro in bici per le strade di Varese non ti fermiamo, se no rischiamo di interrompere un processo creativo. (ridiamo)

Ecco, tu hai detto che siete nati nel 2013-2014 ma è innegabile che il boom l’abbiate fatto nel 2017 dopo la partecipazione ad xFactor! Io ho avuto modo di parlare con diversi ragazzi che hanno partecipato al talent e molti non sanno se lo rifarebbero. Mi parli un po’ della vostra esperienza, di come è nata e se la rifareste?

Allora, secondo me noi non ci abbiamo provato, cioè noi siamo andati lì perché volevamo fare Pianosequenza alle audizioni. E il nostro obiettivo non era entrare nel programma quanto suonare Pianosequenza in tv , per cui sotto questo punto di vista lo rifarei assolutamente. Se le cose andassero diversamente, se ci avessero preso, allora non so se lo avrei fatto e non so se lo avrei rifatto perché non mi fa impazzire il modus operandi del programma ( le cover, fondamentalmente).
A livello educativo sarebbe stata una cosa super, noi siamo amici di Sem&Stenn e loro, per esempio, hanno imparato tantissime cose lì dentro. È una scuola proprio.

Invece avete avuto modo di conoscere Manuel Agnelli, che cosa poi vi ha dato questa conoscenza anche a livello di apprendimento?

Allora, è stata una grandissima conoscenza, lui è stato gentilissimo e abbiamo avuto anche uno scambio di idee. Credevo poi in futuro di volerlo coinvolgere di più ma mi sono trovato a fare canzoni, ad esserne contento ed è andata bene così. Ero talmente soddisfatto del lavoro che avevamo fatto noi da soli che non ho sentito il bisogno di avere un suo parere. Se magari dovessi scrivere una canzone e pensare “ la sua voce qui ci starebbe benissimo” oppure se avessi bisogno di un suo parere non esiterei a contattarlo.

Parlando invece di un altro tipo di confronto, parliamo di quello con le persone che vi seguono. Quanto è aumentato il vostro pubblico dopo Xfactor?

Beh è aumentato esponenzialmente. Per esempio, esattamente un anno fa, a Milano, avevamo suonato al Magnolia, nel palco piccolo, in apertura ad un altro gruppo. Invece quest’anno abbiamo suonato su palchi importanti! C’è stata una bella evoluzione anche di seguito sul web!

Quindi vi fermano per strada, anche quando vai in bicicletta, per chiederti autografi! È ancora strano che ti chiedano foto?

(ride) nel post XFactor capitava spesso, ora succede meno, in qualche locale di settore, ci riconoscono e chiedono! Sarà sempre strano, non ci abitueremo mai!

Invece parliamo di impegni futuri, avete fatto recentemente il Mi Ami Ora! Invece ora cosa ci aspetta?

A breve annunceremo tutte le nuove date che andranno da qui a settembre. Poi stiamo lavorando su canzoni nuove che usciranno alcune a breve altre tra un po’ di più! Stiamo scrivendo tantissimo!

Torniamo un attimo ad XFactor. Tu, ad un ragazzo che, cavalcando l’onda dell’indie, vuole far musica, quale tramite consiglieresti? Cioè, un talent, la gavetta, caricare a manetta su YouTube..

Innanzitutto, in questo momento di fermento del mondo Indie io vedo che i ragazzi che si approcciano adesso alla musica tendono ad emulare troppo quello che fanno gli altri per arrivare subito al grande pubblico. Vogliono le cose semplici, easylistening, perché abbiamo visto tutti che è facile raggiungere livelli altissimi così. Ecco, a me sta cosa qui non va proprio giù, mi sembra assurdo che una persona che fa musica non lo faccia per se stesso, non si impegni in qualcosa di sincero ma cerchi subito la copia della copia. Detto questo, a seconda di quello che fai, secondo me ci sono mezzi diversi! Per esempio, se fai rap e la tua proposta è diversa ed interessante, sicuramente YouTube è il canale migliore; se invece sei una band la gavetta ci vuole ma bisogna capire quando è troppo. Se arrivi ad un certo punto in cui sei convinto della musica che fai e vedi che il riscontro non c’è, a quel punto io consiglio di o ritirarsi e scrivere tantissimo e proporre ancora, oppure trovare nuovi “ palchi”.

Facciamo una domanda che non c’entra assolutamente nulla con la musica! Che serie tv stai guardando, quali consiglieresti?

Guarda io ora sono in fase Anime, sto guardando Full Metal Alchemist e L’Attacco dei Giganti. Proprio cartoni giapponesi a manetta!

Ecco parliamo di Cartoni, anzi, parliamo di giocattoli e in particolar modo di quello presente nella copertina di Fisher Price. L’idea delle grafiche nasce a voi e poi chiedete o ci sono collaborazioni di lunga durata con determinati grafici?

Noi lavoriamo sempre con Giacomo Fumagalli, in arte Aloha Project, che è il ragazzo che ha fatto anche il video di Superman. Ecco nel caso del video è stato una sua idea con qualche suggerimento o parere da parte nostra, e questo vale anche per la grafica di Replica, lui aveva fatto tutto questo lavoro con scale e fiori che ci è piaciuto molto e che abbiamo usato.
Nel caso di Fisher Price, visto che nella canzone c’era un riferimento così importante anche a livello visivo, abbiamo deciso di renderlo copertina del singolo!

Ultima domanda, potendo scegliere tra nomi vecchi e nuovi con chi collaborereste sia a livello musical che a livello grafico?

Allora ti anticipo che nel prossimo disco avremo diverse collaborazioni ( anche se non posso dirti ancora con chi); avremo collaborazioni con persone che stimiamo e che magari vengono da tutt’altro panorama ! A me piace tantissimo collaborare con i miei amici, ( tipo Generic Animal, Luca è un mio grandissimo amico) perché oltre ad essere uno scambio musicale è anche uno scambio umano.
Io sono molto contento di aver collaborato con Dario Faini per Fisher Price.
Mi piacerebbe tanto collaborare con un rapper della scena trap italiana, mi piacerebbe portarlo completamente fuori contesto e ci sto anche provando ad essere sincero!
Sul lato video il mio grande sogno è avere un video diretto da Spike Jonze.

A cura di Mariarita Colicchio e Asja Castiglioni

 

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