BOOMBOX MEETS…ANTHONY LASZLO

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a cura di Valentina Aiuto

 

Continua la serie di interviste di Boombox alle band che hanno cavalcato il palco del Rock’n’Roll Milano grazie a Linoleum. Oggi vi presentiamo gli Anthony Laszlo, power duo torinese di casa Inri.

Chi sono gli Anthony Laszlo?

Anthony: Io sono Anthony, quello con i capelli lunghi e lui, quello con i baffi, è Laszlo. Ci siamo conosciuti a un concorso che si chiamava Pagella Rock.

Laszlo: Suoniamo assieme perché ci stiamo simpatici da qualche anno. Lui era un mio amico, ora lo conosco e non lo è più. Scherzo. Prima suonavamo con due gruppi diversi, poi ci siamo trovati, abbiamo limonato e dopo 5 anni siamo qui.

Come è nato il vostro attuale rapporto lavorativo con INRI?

Abbiamo conosciuto Dade dei Linea77, ad un concerto, 4-5 anni fa. Di lì a poco tempo Dade ci ha detto “Voglio farvi fare un disco”. Noi eravamo squattrinati e depressi. Ci abbiamo messo un po’ ma siamo riusciti a farlo. Tra i tanti, ci hanno dato una mano Gabriele Ottino dei Niagara, Gionata Mirai del Teatro Degli Orrori, Bianco… L’album è nato per pura beneficenza, praticamente. Ci hanno aiutato in molti e ci siamo divertiti.

Quale è stato il percorso che vi ha portato alla scelta dei brani finali entrati a far parte dell’album? 

Avevamo un totale di 124 pezzi e forse più. Selezionarli è stato un problema. Ci sono alcuni brani che sapevamo dovevano andare assolutamente in questo disco, cose che avevamo scritto da un bel po’ di tempo e che ci tenevamo fossero inserite, e poi qualcosa anche di più recente. Il grosso dobbiamo ancora tirarlo fuori. Diciamo solo che il prossimo disco sarà ancora più figo di questo. Anche perché su questo ci sono molti arraggiamenti e in futuro vogliamo miriamo a registrare l’album così come lo portiamo live, in duo. Allo stesso tempo quello appena uscito è di sicuro un gran primo lavoro. Avendo così tanti pezzi in cantina, adesso, possiamo cominciare scegliere e aggiungere qualcosa di nuovo per fare uscire un lp nel futuro prossimo.

Quali sono gli artisti che maggiormente hanno influenzato il vostro percorso artistico?

Tenco, Modugno, Piero Ciampi, Gaber. Poi però quando si compone passa tutto attraverso un filo istintivo e, spesso, le cose che ti piacciono non escono nemmeno fuori.

Tre aggettivi per descrivere la vostra musica?

Marcio. Disagio. Terapia. Mononucleosi. Ruota. Sono 3, giusto?!

Chiudiamo con una domanda che facciamo a tutti i gruppi che intervistiamo. Qual è per voi la band indipendente italiana che si distinguerà in questo 2015?

Le Capre a Sonagli.

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