BOOMBOX MEETS…ABIKU

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A cura di: Matilde Ferrero

Il 6 ottobre è uscito ‘La Vita Segreta’, secondo album degli Abiku. La band di Grosseto ha prodotto un album delicato ed introspettivo, a distanza di tre anni da ‘Technicolor’, il loro album d’esordio. Sono in tour da fine ottobre e ci hanno spiegato un po’ di loro nell’intervista qui sotto.

Il vostro nome ­Abiku­ è di origine africana e viene utilizzato per i bambini trapassati prima della pubertà. Da dove nasce l’idea di chiamare il gruppo in questo modo?

Giacomo si è imbattuto nella parola Abiku leggendo La Via della Fame di Ben Okri.

Il motivo per cui abbiamo scelto questo nome, oltre al fatto che francamente ci suonava bene, è perché fondamentalmente ci sentiamo un po’ dei Peter Pan e riteniamo che, chi vuole rivolgere uno sguardo di tipo artistico al mondo, per forza debba conservare un po’ di innocenza infantile.

“La Vita Segreta” esce tre anni dopo il vostro primo LP, è cambiato qualcosa nel vostro modo di scrivere musica? È stato un album più pensato rispetto a ‘Tecnicolor’?

In questi tre anni siamo cresciuti come persone ma sopratutto come musicisti: ci siamo avvicinati a generi e gruppi musicali che conoscevamo solo superficialmente o che snobbavamo, e al tempo stesso abbiamo riscoperto la grande musica italiana degli anni ’70 (Battisti e Dalla su tutti). Penso che tutto ciò risulti abbastanza evidente.

Sicuramente ‘La Vita Segreta’ è un album più ragionato rispetto a ‘Technicolor’, basti pensare che ha richiesto più di un anno di lavoro tra registrazioni, missaggio e mastering. è stato un processo molto lungo, ma necessario per impreziosire gli arrangiamenti di dettagli, porre attenzione alla scelta dei suoni e rendere incisivi i testi.

Ho trovato ricorrente il tema dell’altrove, inteso sia come ‘partenze’ che come ‘ non adesso, non qui’, quasi un rifiuto della realtà che si sta vivendo. ( I fantasmi della casa accanto, Parsec, Qui non succede mai niente). Lo percepisco anche nei pensieri di noi giovani d’oggi, componendo avete pensato anche a questa realtà?

Abbiamo pensato anche a questa realtà anche se i testi sono di fatto molto personali. Il tema dell’escapismo è un tema ricorrente e crediamo sia un punto in comune con tutti coloro che quotidianamente vivono il loro piccolo, grande dramma dell’esistenza. Nel disco sono però presenti anche alcuni brani (come per esempio Canzone Nichilista) che tentano di sdrammatizzare questo pensiero e spronano a vivere la vita con più leggerezza per non rischiare di cadere nell’autocommiserazione.

Dove trova più spazio la musica indipendente oggi, sul mercato discografico o nei live? C’è qualcosa che vi piace particolarmente quando siete sopra il palco?

Sicuramente nel live; quando puoi ascoltare trenta album al giorno in streaming non sei di certo incentivato ad acquistare dischi, il live invece rimane un’esperienza molto diversa.

Quando siamo sul palco tiriamo fuori il nostro lato più istintivo, ci lasciamo andare all’interpretazione e ci piace creare uno scambio di emozioni con le persone che ci sono venute a sentire.

Riuscite a dedicarvi completamente alla vostra passione o dovete alternarla con altri lavori?

Nel 2014 è veramente complicato vivere di musica e il nostro attuale status purtroppo non ce lo permette. Alcuni di noi lavorano, altri studiano.

Sogni nel cassetto o progetti che vi piacerebbe realizzare ?

Ci piacerebbe un giorno riuscire a vivere suonando e stiamo lavorando duramente affinché tutto ciò si realizzi, ma siamo ben consapevoli che, a patto riusciremo a farcela, sarà un processo che richiederà molto tempo. Nell’immediato futuro ci piacerebbe suonare dal vivo il più spesso possibile e magari condividere il palco con artisti che ammiriamo.

Noi ringrazio gli Abiku e consigliamo a tutti voi l’ascolto de ‘La vita Segreta‘ perché ne vale davvero la pena.

Date del tour ‘La Vita Segreta’

07/11: Le Mura (Roma)
08/11: Spazio 72 (Grosseto)
06/12: George Best Club (Napoli)
27/12: Smart Lab (Rovereto)
10/01: Tesla Bar (Montelupo Fiorentino)
26/01: Gattò (Milano)

 

 

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