Boombox meets…Les Enfants

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les enfants

Prima del loro live di stasera al Linoleum – presso il Rock ‘N’ Roll di Milano – dove presenteranno il loro nuovo singolo, abbiamo avuto il piacere di fare qualche domanda ai Les Enfants, gruppo milanese.

Innanzitutto vi chiederei di presentarvi ai lettori di Vox. Come è nato Les Enfants? E’ il vostro primo gruppo oppure alcuni di voi hanno precedenti esperienze nella musica?

Marco: Ciao a tutti, il progetto Les Enfants è nato circa nel 2008 quando stavamo finendo le superiori. In quegli anni avevamo un grande bisogno di esprimerci e suonare in libertà, così abbiamo portato un po di strumenti nel box di Umberto, il tastierista, e da lì è nata la nostra sala prove, luogo fondamentale per noi.
Abbiamo avuto tutti altre esperienze musicali, io (Marco, voce e batteria) ho suonato la batteria per 4 anni in un gruppo dove scrivevo canzoni e facevamo cover di Arctic Monkeys e Oasis, poi ho suonato la batteria per un anno nel gruppo Iori’s Eyes.

So che alcuni di voi sono stati (o sono ancora?) scout con riflessi vividi nei testi e nei video delle vostre canzoni. Qual è il vostro rapporto con la natura? Sentite che questo abbia influenzato in qualche modo non solo le parole, ma anche le sonorità e gli arrangiamenti dei vostri brani?

Marco: Si siamo ancora scout, quasi tutti attivi come educatori. L’esperienza scoutistica ci ha dato tante possibilità di riflettere sulla vita, su valori come il Servizio, il volontariato, la fede, la Natura, ma anche di divertirci, conoscere persone, situazioni, luoghi.
È un cammino sempre aperto e vivo che ci offre buoni spunti di riflessione, un continuo interrogarsi e migliorarsi.
Il contatto con la Natura è qualcosa di potentissimo, che ti entra dentro e non ti lascia più, è qualcosa collegato ai nostri istinti. Passare una notte in un bosco o tra le montagne ti da delle emozioni uniche. Provare per credere. Nella nostra vita nelle Città siamo sempre più lontani dalla natura, infatti la stiamo distruggendo pian piano…
Noi siamo parte della natura e dobbiamo rispettarla, fa una tristezza vedere come negli ultimi 50 anni siamo riusciti a creare dei danni quasi irrimediabili per il nostro pianeta, stiamo intossicando le acque, l’atmosfera, la terra. Non riesco a capire il perché.
Sicuramente le nostre esperienze influiscono sulla nostra produzione musicale.

L’ultima vostra raccolta di inediti è l’EP “Persi nella Notte” del 2013. Quanto dovranno ancora aspettare i vostri fan prima di poter ascoltare nuove canzoni? Cosa ci dobbiamo aspettare dal nuovo album? Si troverà in continuità con i precedenti lavori oppure avete deciso di sperimentare suoni diversi e nuovi generi?

Marco: Stiamo terminando il nostro primo disco, ci siamo presi i nostri tempi per fare qualcosa di speciale, con calma, tanto nessuno ci corre dietro e fare musica per noi è una passione, un gioco.
Il nuovo album sarà diverso dall’ultimo EP, abbiamo fatto molta più attenzione alla costruzione delle canzoni, ai suoni, ai cantati…ci sono molti suoni elettronici anche se poi alla fine siamo sempre noi.

Da poco è iniziato il 2016. Se vi chiedessero di riassumere il 2015 in 4 canzoni, quali sarebbero?

Marco: domanda difficile, sicuramente per ognuno di noi è diverso.
Ti dico 4 artisti che mi sono piaciuti tanto: Major Lazer, Sia, Chvurces, Tame Impala.

 

A cura di Carlo Michele Caccamo

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