L’11 marzo uscirà il nuovo singolo delle Isole Minori Settime, un interessante progetto musicale napoletano che vale davvero la pena di conoscere. Le Isole Minori Settime sono Alessandro Freschi (voce, chitarra acustica e ukulele), Enzo Colursi (voce, pianoforte e kazoo), Lorenzo Campese (voce, tastiere e diamonica), Alessandro Bellomo (batteria e percussioni), Alberto Savarese(chitarre) ed Enrico Buono (basso e contrabbasso). La band è il risultato dell’incontro tra diversi artisti artisti che, alla luce dei progetti e delle esperienze sperimentate autonomamente, nel 2013 hanno deciso di unirsi per creare insieme qualcosa di nuovo.
Il singolo in uscita si intitola “Goffredo”, ma… chi è Goffredo?
Per raccontarvelo, abbiamo pensato di parlare direttamente con uno dei suoi padri, un’isola: a rispondere alle nostre domande oggi c’è Lorenzo, voce e tastiera del gruppo:

Ciao Lorenzo, presentati al pubblico di Vox e raccontaci in breve chi sono le Isole Minori Settime.

Ciao pubblico di Vox, è un onore. Qui è Lorenzo, voce e tastiera delle Isole Minori Settime e di altri progetti musicali attivi in quel di Napoli. Misteriosi traumi infantili mi hanno portato a riprodurre fedelmente motivetti di videogiochi e sigle televisive sin dalla tenerissima età. Insegno musica in una scuola di musica (strano sarebbe se lo facessi in una palestra) e mi piace spaziare tra generi completamente differenti.
Isole Minori Settime, in breve, è una scatola piena di cose piccole e dimenticate, che con timidezza e ironia prova ad affacciarsi su un mondo esterno pieno di insidie.

C’è qualche storia dietro al vostro nome?

Mentirei se ti dicessi di no. L’imputato principale è la parola “Minori”, perché è quella che legandosi alle altre due riesce a creare diversi giochi di immagini o di senso. Accostata a “Isole”, dà l’idea di quello che cercavo di dire prima a proposito della scatolina: ci sono le isole maggiori, tutte belle, al centro dell’attenzione, piene di turismo, locali alla moda, droghe alla moda, mode alla moda; quelle minori invece vivono nell’ombra, non se le caca quasi nessuno, però hanno sempre qualcosa di nascosto che vale la pena scoprire, bello o squallido che sia. Ci siamo subito accorti che le canzoni di ognuno di noi tre toccavano spesso questo argomento. Se invece accosti la parola “Minori” a “Settime”, otterrai il tipo di accordo più abusato nell’intera musica leggera italiana. Questo ci è servito come monito per non prenderci mai troppo sul serio.

Prima di diventare un’Isola, ciascuno di voi ha avuto una carriera a sé stante ed è stato un compositore solista. Quanto questa “diversità endogena” è, secondo te, un punto di forza e quanto invece può diventare un elemento di scontro?

A dire il vero, ognuno di noi tuttora continua a portare avanti altri progetti paralleli, una sorta di terreno franco per sfogare personalismi e sperimentazioni che nelle Isole risulterebbero fuori luogo. Freschi Lazzi & Spilli e Colursi, ad esempio, non sono semplicemente dei sogni, bensì solidissime realtà. Come Isole, un nostro punto di forza è certamente quella varietà timbrica e stilistica che è raro trovare all’interno di una band, ma l’elemento realmente determinante per me è la compatibilità che abbiamo scoperto di possedere nello scrivere, che ci ha dato un’identità molto chiara soprattutto nelle canzoni composte e concepite assieme. Il rischio di scontrarsi perciò sparisce, perché ci completiamo, conosciamo pregi e difetti di ciascuno di noi, abbiamo imparato a gestirci democraticamente e chiunque volesse ergersi a dittatore viene preso a mazzate.

La vostra musica è estremamente eclettica: durante un vostro concerto si possono ascoltare pezzi molto diversi, in termini di generi, sonorità, influenze ed emozioni suscitate. Per questo, “inscatolarvi” in un solo genere musicale probabilmente risulterebbe limitante. Ma vorremmo sapere: ci sono degli artisti a cui siete particolarmente legati o verso cui vi sentite più debitori da un punto di vista artistico?

Se devo citarne uno a bruciapelo ti dico Massimo Troisi. Ovviamente non per i suoi dischi, che come tutti sanno non esistono, ma perché condividiamo il suo linguaggio anche quando scherziamo o parliamo tra noi. Spesso ci troviamo a vivere situazioni quotidiane simili a quelle dei suoi primi film: ambienti malinconici e sciatti, ma pieni di paradosso, ironia e conflitto con i luoghi comuni. Tradotto in musica, un nostro tentativo di fuggire dal conflitto è stato autodefinirci sulla pagina Facebook “postrockprogressivejazzfolkbeat d’autore”. Probabilmente la definizione più vicina a ciò che insieme suoniamo è riassumibile in folk-pop, anche se in origine i due generi erano opposti l’un l’altro. Insomma, come vedi si inciampa sempre negli ossimori, non se ne esce mai, è come Puzzle Bobble o la friendzone.

L’11 Marzo uscirà il vostro nuovo singolo: Goffredo! Vuoi parlarci un po’ di lui e raccontarci chi è?

Goffredo è (neanche a dirlo!) un eroe al contrario, un timido inadatto che rovina un party e viene deriso e abbandonato da tutti, ad eccezione di una ragazza che lo seguirà nella fuga. L’11 Marzo sarà pubblicato il videoclip, ancora con la regia di Alessandro Freschi che è contemporaneamente il nostro George Lucas, Andrea Pazienza ed Elvis Presley a seconda dei momenti della giornata. Il video è stato concepito come una sigla di una vecchia serie tv, con colori vivaci ma impolverati e numerose citazioni pop. Al momento posso solo dirvi che stata una delle cose più divertenti a cui abbia mai partecipato. Questo sarà il nostro secondo videoclip dopo “Non cambiare traccia” (2015), che ha riscosso un inatteso successo a Napoli: per mesi ha accompagnato l’attesa dei passeggeri delle metropolitane di tutta la provincia attraverso le televisioni di Metronapoli, arrivando a essere recensito anche da RaiTre per la rubrica Music & The City.

La vostra pagina fb è piena di foto di fan che aspettano l’arrivo di Goffredo! Come ti senti e come vi sentite di fronte a tutta questa aspettativa e entusiasmo che i vostri fan vi stanno dimostrando?

Non se ne può più, sotto le nostre finestre abbiamo code di ragazzine urlanti a tutte le ore del giorno e della notte, nemmeno le nostre madri possono più uscire tranquillamente di casa. Che dire, spero che l’aspettativa sia reale e non tutta nella nostra testa, altrimenti facciamo la fine di Goffredo (ops, stavo per svelarvi il finale del video!).

Dove e quando i vostri fan potranno ascoltarvi nel prossimo periodo?

…dunque, mercoledì 9 Marzo proietteremo in anteprima il video e saremo in concerto al Cellar Theory, noto locale dell’underground partenopeo, un punto di riferimento insostituibile nonché il luogo dove tre anni fa ci siamo conosciuti. “I nostri fan” saranno commossi almeno quanto noi. Seguirà una primavera/estate piena di live! Facciamo così: voi ci seguite sulla nostra pagina Facebook e noi, volta dopo volta, vi informiamo sulle prossime date.

Cosa bolle in pentola nel futuro delle Isole? Vogliamo un po’ di spoiler!

Di sicuro ci sarà un terzo singolo e videoclip entro fine estate/inizio autunno, che abbiamo già scritto e registrato. Successivamente invaderemo la Polonia.

Nell’attesa Goffredo, vi salutiamo con il singolo precedente delle Isole Minori Settime: “Non cambiare traccia” (ascoltabile qui).

Pagina Facebook Isole

A cura di Claudia Fiorillo

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