Libri, libri e ancora libri: marzo a Milano sembra essersi dedicato totalmente alla carta stampata. Dopo un inizio intenso con Tempo di Libri e Cartoomics in contemporanea, ci si appresta a chiudere il mese e a salutare la primavera con una fiera giovane ma che si è ormai fatta conoscere e amare dai lettori: Book Pride. Dal 23 al 25 marzo, presso lo spazio BASE, avrà luogo per il quarto anno questo appuntamento fieramente indipendente – d’altronde è organizzato dall’Osservatorio degli editori indipendenti, in collaborazione col Comune di Milano – guidato da un nuovo direttore, Giorgio Vasta, che ha già impresso una direzione ben precisa e riconoscibile, all’insegna di un tema foriero di grandi possibilità: Tutti i Viventi.

Uno slogan, un punto di partenza che può sembrare vago eppure richiama una serie di sensazione e riferimenti che ben si sposano con un evento letterario, in cui ogni libro raccoglie, racconta e presenta una moltitudine di esistenze. E infatti nella dichiarazione d’intenti di Book Pride si può leggere che “il desiderio è quello di rappresentare la molteplicità e il mutamento e di raccontare – non solo nei tre giorni della fiera ma anche prima e dopo – le forme di tutti i viventi, le loro idee, le azioni, le contraddizioni, i progetti, i legami, i contrasti”, articolando il tutto secondo otto sottotemi: Parole viventi (la letteratura, il linguaggio, la fertilità delle parole), Futuro presente (le immaginazioni del mondo che ci aspetta, le ipotesi per renderlo migliore), Forme del male (il male che ci tocca, il male che agiamo, l’esperienza della nostra vulnerabilità), Corpi nel tempo (i modi in cui lo scorrere del tempo si manifesta nei nostri corpi, nelle nostre vite, trasformando la biologia in storia), Paesaggi con figure (luoghi viventi, scenari che diventano personaggi: dal pianeta alla città – e in particolare Milano), Nessuno escluso (disuguaglianze, discriminazioni, diritti, rivoluzioni), Il desiderio umano (l’arte, la fede, le passioni, gli ideali: il desiderio che ha l’umano di elevarsi oltre se stesso), Strumenti (istruzioni per l’uso del libro e dell’editoria, dalla carta all’inchiostro, dai dati alle leggi).
E sicuramente si è provato a farlo: basta dare un’occhiata tanto all’elenco degli editori presenti, che spaziano tra generi, tipologie, idea editoriale (ci sono più di 150 case editrici!), quanto al programma, che contiene appuntamenti di ogni tipo, dalle presentazioni più classiche a delle vere e proprie feste, dagli incontri che trattano l’attualità alle letture ad alta voce, fino ad appuntamenti particolari come “Imprese narrative”, che permettono ad aspiranti autori di presentare il proprio libro a degli agenti letterari.
Così possiamo trovare incontri che analizzano i problemi e le soluzioni possibili per lo stato della lettura e dell’editoria in Italia, laboratori di scrittura creativa, speed date letterari, affiancati da letture di tutti i tipi, da Lovecraft a Mary Miller con Happy Hour, una forte attenzione verso le autrici (in particolare nella letteratura di genere) e verso la città che ospita l’evento, Milano: dagli eventi dedicati ai suoi luoghi, alle presentazioni di libri con al loro centro proprio la città, fino a dei veri e propri itinerari per scoprire dal vivo i luoghi della Milano letteraria (dalla sua anima poetica, espressa da Alda Merini, alle librerie che la abitano, ai luoghi protagonisti dell’ultimo romanzo di Giorgio Falco).

Insomma, c’è pane per i denti di tutti. E soprattutto, per le tasche di tutti, perché l’ingresso a Book Pride è gratuito. Quindi non ci sono proprio scuse: per chi ama i libri, anzi, per chi ama le storie di tutti i tipi, questa fiera è un evento da non perdere.

A cura di Camilla Pelizzoli

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