Con sole 3 stagioni, questa piccola creatura fumettistica,Bojack Horseman, ha saputo conquistare il cuore di pubblico e critica, e ora è arrivata la quarta stagione.
Non chiamatelo cartone animato, lo sminuisce. Non è solo questo, non è solo una più intelligente riscrittura del concetto alla base di tv show come erano all’inizio i Griffin e i Simpson, ma è molto, molto di più. Non conoscete Bojack? MALE, molto MALE!

Bojack Horseman è la serie animata prodotta da Netflix, ambientata in un mondo antropomorfo. L’occhio della serie si sofferma sulle disavventure di un attore di nome Bojack, appunto, ormai in decadenza dopo essere stato una star di una sit-com, Horsin’ Around, alla fine degli anni 90.
È la storia della sua vita post-celebrità, con l’opportunità di rimettersi in gioco. Parte tutto dal fatto che si sente infelice e vuole trovare una via d’uscita da questo limbo in cui si trova.

All’inizio la serie si presenta come una parodia, una presa in giro, dell’attuale Hollywood, che prende i propri prodotti li porta all’apice della gloria e subito dopo li fa sprofondare nel baratro del dimenticatoio. Così, infatti, si trova Bojack, passando le sue giornate a bere e gestire le sue relazioni con la sua agente, la sua Ghostwriter e il suo coinquilino Tod (interpretato da Aaron Paul). Questa situazione fa molto ridere perché Bojack è un egocentrico narcisista che amerete fino in fondo, con tutti i casini che riesce a combinare: riesce addirittura a rubare una lettera della scritta HOLLYWOOD (vi lascio scoprire quale e perché), …ma tutta questa ilarità cosa nasconde?

È la celebrazione della sua incapacità di sentirsi felice, perché Bojack, come noi, si pone un obiettivo per risalire la montagna del successo e quando la riesce a raggiungere la cima, stranamente non si sente soddisfatto di se stesso ed è esattamente li che Bojack impara una lezione.
Quelli che impostano la loro vita seguendo la frase “vivi la tua vita come se fosse l’ultima” stanno sbagliando, ha di certo dei risvolti positivi, uno su tutti la felicità che nell’immediato ne deriva, ma dall’altro lato questa felicità dura poco. Sbagliamo! Perché, oltre il fatto di organizzare la nostra vita, porci degli obiettivi, credere in qualcosa di più, oltre tutto questo, dovremmo pianificare la nostra felicità.

“Ogni giorno diventa più facile, ma devi farlo tutti i giorni, questo è difficile, poi diventa più facile”.

Questa la frase che un misterioso personaggio dice a Bojack, questa sarà la sua chiave di volta per poi capire davvero qual è la cosa che ci rende più felici possibili, scoprire noi stessi, ritornando a ciò che all’inizio ci ha dato la prima emozione felice in assoluto.
Ritornare alle nostre origini, riscoprire noi stessi e ritrovare quell’attimo felice, solo cosi lo si sarà davvero. E tutto ritornerà ad essere dolce e ci darà chiarezza su cosa davvero desideriamo.

A cura di Giacomo Azzolina

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