BOCCIATI SUL CAMPO

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A cura di Stefano Francescato

Da bravo insegnante, lo sport elargisce continuamente importanti lezioni di vita, conformi ai propri principi e alle sue nobili virtù. Ogni settimana ci tocca però assistere a improbabili e degradanti spettacoli, che con lo sport poco hanno a che fare. Ecco perchè, da presuntuosissimi criticoni quali siamo, abbiamo deciso di denunciare i profanatori della nostra unica ragione di vita. Questo è il meglio dell’ultimo fine settimana sportivo:

In Italia i lupi non sono benvenuti. I tedeschi del Wolfsburg (“borgo del lupo”) hanno eliminato l’Inter dall’Europa League e, non contenti, ora ci proveranno anche con il Napoli. Cari lupi tedeschi, se volete perseguitarci ditelo subito. Ma, a parte il calcio, mi sfugge il nome del ministro che si è dimesso in settimana…

Come si esce da una crisi all’apparenza irrisolvibile? “Aho’, mister, avemo fatto nove pareggi de fila in campionato, come ne usciamo?” “Silenzio capitano, testa bassa e lavorare. Oltretutto ora non c’è il campionato, dobbiamo eliminare la Fiorentina dall’Europa” “Ah, ma con quella basta ‘no zero a zero tattico e la portamo a casa” “Davvero? Ma io pensavo di iniziare regalandogli un rigore con un’entrata inutile…” “Eh, ma così non pareggiamo mica” “Appunto!”

il Parma è colpito da una maledizione azteca. Almeno, questa è l’impressione di chi guarda da fuori. Gente senza stipendio, pignoramenti ovunque, Serie B prenotata, tre punti di penalità, fallimento alle porte, giocatori venduti al prezzo di una Panda usata e l’intero club a un euro a cinque presidenti in cinque mesi. L’ultimo capitolo è l’arresto dell’ultimo, Manenti, per avere riciclato denaro sporco. Dai, un presidente in galera per una squadra nel campionato italiano sembra impossibile, è come se, per assurdo, il presidente del Milan fosse condannato a nove mesi di servizi sociali. Surreale a dir poco, o no? Vi siamo vicini, amici di Parma, ma quel che è fatto è fatto, inutile piangere sul latte versato, anche perché se è Parmalat da piangere ce n’è parecchio.

– La tecnologia avanza. La gara è stata la settimana scorsa, ma non potevamo non metterlo. Si è aperto in Australia il Mondiale di Formula 1, una sfida entusiasmante tra piloti seduti su Shuttle (le Mercedes, che infatti hanno fatto il vuoto cosmico dietro di loro, facendo in tempo a prendere giornale, caffè, seduta dal parrucchiere e torneo di scopone scientifico prima dell’arrivo del terzo), vetture che si rompono nel giro di ricognizione (seriamente?) e meccanici della Ferrari che in tre virgola due secondi non riescono nemmeno a fare un cambio gomme come si deve (vergogna!). Le McLaren hanno fatto un figurone con Button, doppiato per ben tre volte: quando l’ha visto, Alonso ha detto di essersi improvvisamente dimenticato di avere firmato un contratto. Risultato di tutto questo? Un entusiasmo paragonabile a una gara di sottomarini per chi si è alzato alle sei di mattina per non perdere la diretta. Se il buongiorno si vede dal mattino…

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