Bocciati sul campo: Strategie vincenti

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Probabilmete, interisti felici non vedrete/ domenica sera è stata serataccia/ l’assist di d’Ambrosio, quasi un autorete/ è stato gioioso come un calciorotante in faccia./ Anche i gran signori del pallone, lor malgrado/ si son dimostrati poco lesti a ben parlare/ da Maradona a Ronaldo, che degrado,/ in certi casi sarebbe forse più utile saper tacere.

– Se si gioca solo per non perdere, si perderà (e pure male). L’Inter, memore della strategia della tartaruga utilizzata dalla Juve in Champions (e già illustrata settimana scorsa), prova a fare la stessa cosa proprio contro i bianconeri. Ma gli è andata male, come è noto. La sonora disfatta non è però arrivata per episodi sfortunati tipici di sfide delicate e combattute (tipo l’immancabile rigorino contro o un gol in fuorigioco proprio mentre l’arbitro raccoglieva un fiore da terra), ma per una giocata d’altri tempi. Su un cross d’Ambrosio, spinto da un atto di pietà verso la Juve che attacca attacca non riusciva a buttarla dentro, ha pensato bene di dare palla a Bonucci con un delicato colpo di testa. Ora è il portaborracce del portaborracce dell’Inter.

– Il gioco è bello perchè sei simpatico, ma se io ho in mano tre +4 tu muori male e basta. Ecco, se avete mai giocato a “Uno”, Milan-Alessandria di Coppa Italia è più o meno questo. Gli altri si dannano l’anima e riescono a mancare dei gol clamorosamente facili, mentre il Milan starnutisce e segna, grazie a una condizione ritrovata. Una cosa tipo “sì, ok, siete tanto simpatici a provarci, ma ora fuori dai maroni”. Finalmente i tifosi rossoneri hanno anche potuto godersi un Balotelli ritrovato. La sua media passaggi riusciti è migliorata sensibilmente, da 0% a 0,2%. Il gol finale non era voluto, voleva crossare ma mannaggia è entrata. Pazienza, si sbaglierà meglio la prossima volta.

– “Che giornata fantastica. Ma mai quanto me”. Dopo il derby di Madrid perso 1-0 contro i cugini dell’Atletico e il probabile addio alla conquista del campionato spagnolo, Cristiano Ronaldo ha rilasciato dichiarazioni piene di umiltà, incoraggiamento e spirito di sacrificio. Una cosa tipo: “Se foste tutti e undici come me, saremmo primi”. Poi è andato a prendersi un’altra Porsche, stavolta con gli orecchini intonati ai capelli della nuova fidanzata. Ah, e domani verrà eletto presidente degli Stati Uniti al posto di Obama. Se si lamenta di essere circondato da scarsoni, provi a venire al Milan una settimana. Savebbe tevvibile.

– A proposito di umiltà… All’indomani dell’elezione di Gianni Infantino a presidente della Fifa, Maradona si è prodotto in un’uscita degna di Montale per la forbitezza di linguaggio e la modulazione vocale. “Platini e Blatter dovrebbero andare in carcere, Infantino è un traditore” e così via, in una sequela di accuse che nemmeno durante il processo Ruby bis si era mai sentita. Il pulpito per sparare sentenze non sembra esattamente il più adeguato soprattutto per la specchiatezza delle sue opere. Ora la Fifa ha una mano in più da allontanare, una mano dagli attributi addirittura divini.

 A cura di Stefano Francescato

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