L’estate è finita. Già. Anche se il calendario dà ancora respiro fino al solstizio d’inverno (cioè una decina di giorni scarsi, capirai) mare, sole e spiagge sono ormai rimandati al 2018. Le scuole iniziano, gli esami pure. Ma in tutto questo è ricominciato anche il campionato, c’è la Champions, poi tennis, F1, moto… Il carrozzone si rimette in moto, e meno male perché un pochettino ci stavamo pure annoiando.

– Chi ben comincia è a metà dell’opera. Dopo una roboante campagna estiva, il Milan esordisce al primo vero incontro in modo tutto sommato positivo. Ben un gol segnato in trasferta da Montolivo, quindi centrocampo a posto. Che la difesa ne abbia presi quattro, tutto sommato non è importante. E che Bonucci, l’acquisto più osannato, sia stato sbeffeggiato da uno che si chiama Immobile (quindi non impossibile da marcare) è una sottigliezza. Inter e Juventus volano via, ma ci sarà tempo per rimontare. Non appena Montella capirà le indicazioni del nuovo presidente.

– Alla Juve manca qualcuno. Non nel senso che non vinca, per carità. È che da quando Dybala non si può fermare nemmeno con una tagliola per orsi, Gonzalo nazionale ci è rimasto male. Non segna, gioca malvolentieri, mangia a fatica (no, non è una cattiveria sulla sua pancetta). Tutti dicevano che nelle partite decisive lui si nasconde, ma non è vero: è che si emoziona. È un animo sensibile. Stasera contro il Barcellona proverà ad entrare camuffato da Messi.

– A suon di soldoni si fanno squadroni. Il Psg ci aveva abituato. Manca un difensore? E dov’è il problema? Lo compriamo. Manca un attaccante? Lo compriamo. Ma poi qualcuno aveva fatto notare all’emiro del Qatar che ci sono delle regole: bisogna incassare quanto si spende. Ed ecco il piano diabolico: il Qatar paga 220 milioni a Neymar che si compra da solo e si regala al Psg. Voilà, senza spendere una lira, e ci prendiamo pure Mbappè per sfizio. È come un atleta che allena solo le gambe: sul breve ha potenza, per arrivare in fondo però serve altro. Ma, nel caso, basta comprarlo.

– Da Rossi il marziano a Rossi l’anziano. L’età avanza, è ora di farsene una ragione. Te ne accorgi quando a ogni movimento che fai rischi di romperti sei ossa, tre caviglie e un omero breve. Perché tutti gli altri piloti fanno enduro ma nessuno si sfascia? Già prima del Mugello aveva preso una crocca, aveva corso lo stesso (facendo anche discretamente bene), ma ora no. Con una gamba rotta non si può. Il prossimo anno sarebbe il caso di dedicarsi a passatempo più riposanti, tipo il punto croce o il modellismo. Non vincerà il Mondiale, ma il suo chirurgo soffrirà la solitudine.

A cura di Stefano Francescato

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