BOCCIATI SUL CAMPO: SENTIMENTI CONTRASTANTI

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A cura di Stefano Francescato

La Juve è in finale di Coppa, il campionato si avvia verso la fine portando con sè i suoi pesanti verdetti e a Roma il tennis italiano ha trovato una prestigiosa vetrina. Potevamo perderci questa settimana ricchissima di perle per la nostra rubrica? Ovviamente no.

– A Torino sono più Allegri o Contenti? La Juve ha fatto l’impresa, eliminando i campioni in carica del Real (e anche stavolta Ronaldo il suo gol l’ha fatto e la pagnotta se l’è meritata) e creando situazioni di notevole imbarazzo: ora tutto il web attende di sapere cosa dice ora il giornalista spagnolo che ai sorteggi esultava e spera di esserci al battesimo del figlio di un tifoso bianconero che ha promesso improperi a voce alta durante la cerimonia in caso di passaggio del turno. Ma soprattutto sarebbe interessante vedere la faccia di Conte, autore di gufate sensazionali come “finchè avremo dieci euro non potremo mai competere con chi ne ha cento” oppure “nessun’italiana arriverà mai in finale per anni”. Ma, perché no, dove sono anche tutti quei tifosi che dopo il suo addio riempivano di care parole Allegri?

– La Sardegna approda in B. Mentre salgono in massima serie capoluoghi di regione come Carpi e Frosinone, l’unica squadra sarda degna di questo nome viene retrocessa. Farà compagnia al Parma (sempre che abbia ancora soldi per la carta igienica) e al Cesena, che ha rotto comunque le scatole al Napoli. Un progetto in cantiere da anni, stagioni intere vendendo i migliori e salvandosi non si sa come, ma finalmente ce l’hanno fatta! Chapeau.

– Sono sempre i migliori che se ne vanno. Dopo 17 stagioni Gerrard lascia il Liverpool. Lo storico capitano, che i tifosi del Milan ricordano per la finale di Champions 2005 accompagnando il suo nome a quello di decine di santi, profeti e patriarchi, saluta Anfield ed emigra negli USA (ma perché è entrato allo stadio con le tre figlie?). In Spagna Xavi, leader del Barcellona, lascerà i blaugrana destinazione Qatar. Ma perché andare così lontano? Molte squadre di casa nostra avrebbero bisogno di due gambe in più: Albinoleffe, Pergocrema, Pizzighettone…

– Roma ha qualcosa in serbo. Già, Djokovic. “No, è in appannamento, chiaramente sta calando, vedrete che stavolta Federer…”. E invece no, vince sempre lui, oltretutto arando senza pietà lo svizzero in finale. E gli italiani? Agli Internazionali d’Italia avranno sputato sangue, no? Ecco, non esattamente. Ma nel tennis valgono gli oriundi?

 

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