BOCCIATI SUL CAMPO: PUNTINI, PUNTINI, PUNTINI…

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A cura di Stefano Francescato

Il campionato è finito (e ora, come passeremo la domenica pomeriggio?), il Giro pure, siamo in un anno dispari dunque niente Europei, niente, Mondiali… La tristezza inizia a dilagare, poi ci rendiamo conto che è estate e che forse un bagno al mare è decisamente meglio di un posticipo serale. Ok, forse no… In ogni caso, anche questa settimana il panorama sportivo si è rivelato ricco di consigli utili.

– Le designazioni dei Mondiali sono pilotate. Oh, no? Chi l’avrebbe mai detto? Era così ovvio che i Mondiali 2010 andassero al Sudafrica, con tutte le altre superpotenze candidate. E se nel 2018 la Russia non sorprende così tanto (in fondo le estati dovrebbero essere miti…), chi non riterrebbe il Qatar un posto dove giocare un Mondiale? Uno Stato grosso quanto i Giardini Vaticani, in cui 9 stadi fisicamente non trovano posto se non abbattendo grattacieli o trivelle petrolifere, in cui d’inverno ci sono 30 gradi e d’estate 50. All’ombra. L’habitat naturale per uno sportivo, immaginate per gli spettatori.

– L’Italia si riscopre giovane. Chi ha fatto più gol in campionato? Icardi, ben 22. E ha solo 21 anni ed è italiano. Una bella soddisfazione, no? Ah, non è italiano? Ma il cognome… Vabbè, ma anche gli italiani sono messi bene, ce n’è uno che ha fatto tanti gol. Sì, bravo, Toni! Quanti anni ha? Ah, 38? Sul serio? Ma quelli bravi, tipo Totti, Di Natale, i bomber di casa nostra, sono tutti così anziani? Sì, eh? Ma Icardi non aveva una nonna italiana?

– Ancelotti al Milan è come Hamilton sulla Marussia. Immagino non ci sia bisogno di commentare. Davvero pensavate che il miglior allenatore al mondo tornasse a Milano? Ok, è cresciuto al Milan, ha vinto 3 Champions con il Milan, ma questo non vuol dire che sia disposto a passare da un contratto milionario e Cristiano Ronaldo a una squadra che non andrà in Europa nemmeno l’anno prossimo e che può vantare Bonera e Zaccardo. Che poi, volete davvero cacciare via Inzaghi proprio ora che sembra avere capito qualcosina?

– Non è girata dalla nostra parte. Il Giro è tornato a Contador per la seconda volta (sarebbero tre, ma una volta c’era una bistecca di troppo…), fallita la rimonta di Aru, che ce l’ha messa tutta ma quattro minuti di ritardo erano oggettivamente troppi. Pazienza, ora un mese di pausa e comincia il Tour, l’unica manifestazione a non essere vinta da un francese da quarant’anni. Be’, l’anno scorso i francesi sul podio erano due, il vincitore non era francese? Ah, no, forse no…

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