Bocciati sul campo: ossa di allenatori

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A cura di Stefano Francescato

Immacolata, / c’è l’ultima giornata / la Juve vola in Spagna / sperando in cuccagna/ La Roma invece / spera contro i bielorussi(ani) / e chiude il torneo / mentre inizia il Giubileo

Anche la scorsa settimana la poesia dello sport ha regalato molte utili lezioni di vita che noi umilmente vi rigiriamo. Senza poesia, però. Anche se di questi tempi meglio dire Montale che Montella.

– I cambi di panchina sono sempre la soluzione migliore. A parte Donadoni che, essendo il suo periodo (su, lo so che l’avete capita), si esalta, le altre squadre di Serie A che hanno deciso di cambiare panchina stanno facendo faville.

A Carpi Sannino stava facendo troppo troppo bene e, per tornare umili, hanno deciso di richiamare il coriaceo Castori dopo ben cinque partite. La Sampdoria (“be’, dai, capolavoroh”) ha fatto atterrare un aeroplanino che per ora ha portato dieci gol. Subiti. Il Verona del linguista Delneri rimane in vetta alla classifica con un’altra roboante prestazione che li avvicina una volta di più al passaggio di categoria.

– Per fortuna c’è papa Francesco. L’unico che può salvare la situazione a Roma. La Lazio ha perso due Pioli della sua scala da una Juventus rinata e Lotito è allegro come sempre. Garcia invece è riuscito a segnare in uno dei modi più improbabili della storia, salvo poi farsi riprendere regalando un rigore al 94′. Forse, con la Porta Santa…

– La verità è difficile da accettare. “Se ci fosse un Epo non rilevabile, la prenderebbero tutti”, disse un fulgido esempio di lealtà sportiva quale Armstrong. E’ come se un truffatore, una volta condannato, si mettesse a dare consigli in pubblico contro le truffe. Be’, credibile. Oltretutto, i sospetti su di lui c’erano da tempo: come avrebbe fatto a vincere sette Tour, fare il trombettista e sbarcare per primo sulla Luna senza nemmeno un aiutino?

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