Bocciati sul campo: il fantasma dell’Olandese Volante

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Nel ponte dei morti è arrivato il primo caduto illustre di questa Serie A. L’Inter ha cacciato Frank De Boer. A Palermo invece il ponte dei morti torna a cadenza regolare all’incirca ogni due mesi. Ma non è l’unica mostruosità comparsa nel panorama sportivo in questo weekend più lungo degli altri. Ecco quelle che ci hanno più orripilato.

In quale sistema numerico? Spendiamo ancora due parole sulla triste sorte dell’olandese volante. Un uomo in sè decisamente non antipatico, ma capace, dopo aver perso con l’Atalanta, di uscirsene con: «Che voto darei alla mia stagione? Per ora un 7». Ora: su 14 partite l’Inter ne ha perse la metà, ha mandato al diavolo i rapporti con la Curva Nord, messo in panchina Gabigol costato 30 milioni, compromesso campionato ed Europa League. O il voto è frutto della vittoria contro la Juventus, oppure è in trentesimi, come all’università. «Allora Napoleone, che voto daresti alla disfatta a Waterloo?>> <<Mah, io direi un 8,5. In fondo non sono morto…»

Salvate il soldato De Zerbi. Nonostante il Palermo stia viaggiando nelle parti basse (bassissime della classifica), il presidentissimo Zamparini non ha ancora defenestrato il suo allenatore. E dire che i siciliani sono davanti soltanto all’Empoli (che ha fatto solo 2 gol in 11 partite) e al Crotone (che ha vinto solo domenica la sua prima partita). Eppure l’inesperto De Zerbi resiste. Almeno fino alla prossima partita: se perderà la mannaia scatterà puntuale. Occhio, alla prossima c’è il Milan…

Tu quoque? Il big match Juventus-Napoli è finito esattamente secondo le aspettative. Sia perché ci sono stati falli da amputazione della gamba ma nessun rosso, sia perché è stato deciso da uno che ora ai piedi del Vesuvio non è esattamente benvoluto. Higuain ha toccato due palloni, ma è riuscito ad attirarsi addosso una quantità di insulti che rasenta quella ricevuta da Pellè. Ovviamente da parte dei tifosi napoletani. Su una cosa però, ha ragione: era stufo di arrivare secondo, ora verrà accontentato. Non come Alonso in Formula Uno…

Ti devo mettere in rigah. Nella noia infinita della serata italiana, in cui la Rai ha trasmesso addirittura in diretta (e non con 1758 ore di differita) il Gran Premio del Messico di Formula Uno, qualcosa accadde. Verstappen taglia la curva e non restituisce la posizione a Vettel sbattendosene degli ordini di scuderia. Non contento, dice anche al tedesco di “tornare a scuola”. Va bene che Vettel non era esattamente del miglior umore (insultare il direttore di gara non è mai un’idea brillante), ma se fai una cappellata servirebbe l’umiltà di ammetterlo. Soprattutto se tu hai diciott’anni e l’altro ha vinto 4 Mondiali. Anche perché questa volta fa niente, non c’è in ballo nessun trofeo… Ma se per caso la Ferrari fosse stata in lotta per il Mondiale, probabilmente Arrivabene lo avrebbe atteso in un vicolo buio di notte armato di randello nodoso. Occhio…

A cura di Stefano Francescato

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