Bocciati sul campo Euro2016: pioggia, sbruffoni e sfangate

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Breve poesia: Euro 2016

Taci.

Dopo il gol dell’Italia

non odo parole che dici umane

ma odo parole più nuove

probabili ingiurie in lingue lontane.

Ascolta. Piove dalle nuvole sparse

piove dai boschi, piove dalle curve

ancora un fumogeno in campo, partita sospesa per altri cinque minuti.

Piove di brutto, ma io ho i vestimenti leggieri

e stasera vado comunque al baretto a esultare fiero a petto nudo con i miei fra, yo, bella zio.

Piove sui nostri corpi abbracciati

sulle tue mani delicate

sulle nostre anime intrecciate

devo proprio ricordarmi di fare aggiustare quel buco nel tetto.

Piove su noi che guardiamo

quella favola bella, quella coppa strabella,

che ieri ti illuse, che oggi ti illude

che stasera in tele ci sia qualcos’altro

che un pallone.

Quando si dice che lo sport è musica, Euro 2016 lo dimostra.

<<Te lo faccio iiiiiiio il golletto, te lo faccio iiiiiiiio>>. La citazione di Paolo Cevoli, quando era impegnato a fare il meccanico di un borioso Schumacher a Zelig, non è casuale. Ma andiamo con ordine. Dunque, definizione di sborone: “persona molto superba e appariscente, a cui piace vantarsi in modo vistoso di ciò che possiede”. E all’Europeo ce ne sono di tutti i colori.

Il primo in ordine di tempo è il signor Ibrahimovic, che dice che la pressione è tutta su di lui e che se si arrabbia manda all’ospedale il povero Chiellini: è lo stesso Ibra che contro l’Italia ha sbagliato un gol a porta vuota (e in fuorigioco). Il secondo è un certo Cristiano Ronaldo, che dice di poter umiliare gli islandesi comprandosi tutta la loro isola (l’Islanda? Sul serio? Adesso mi spieghi cosa te ne fai di un’isola che ha solo geyser, vulcani e baccalà sott’olio!): è lo stesso Ronaldo che ha calciato a fil di palo il rigore contro l’Ungheria dopo essere arrivato allo stadio in collant. Infine, il caso più eccitante: la famosa birra belga che dice <<Noi giochiamo con i piedi, gli italiani con le mani>>. E su questo hanno ragione, infatti due sberle se le sono portate allegramente a casa.

Se aspettate che un calciatore diventi un esempio, invecchierete tristi e soli. Ma la regola vale anche per gli allenatori. Non diventerà sicuramente un modello di bon ton l’allegra rimestata a favore di telecamera di Joachim Loew, ct della Germania. La spiegazione potrebbe essere che il suo telefono vibra se un difensore è fuori posizione, per spegnerlo la via più breve era quella e tutti abbiamo frainteso. No, eh?

E poi l’ingrato mestiere del giornalista viene rallegrato dallo spontaneo e innocente gesto dell’ombrello di Pogba verso la tribuna stampa, dopo un gol in zona Cesarini contro l’Albania (come se per la Francia fosse un motivo di orgoglio non riuscire a bucare per più di un’ora l’Albania. Non il Brasile, l’Albania). Verrà il giorno in cui introdurranno il bollino giallo e rosso per le partite…

Tirare avanti in qualche modo è molto meglio che stare fermi al palo. L’Italia è passata agli ottavi, e pure come prima del girone. Nessuno sa come sia possibile visto che eravamo dati come potenziale all’incirca tra San Marino e le Far Oer, eppure è vero. Ma perché in fondo noi italiani siamo così, davanti alle difficoltà siamo uniti e superiamo qualunque… naaaaaaaah, è perché quando non hai i piedi buoni speri che gli altri facciano qualche boiata e vai di ignoranza: mentre il Belgio faceva ticchete tocchete cercando la giocata vellutata sull’aggraziata testolina dell’attaccantuccio, Pellè tirava una legnata tra capo e collo che Courtois ha fatto finta di buttarsi solo per scansarsi e non subire traumi facciali multipli.

Ma siamo anche coccolosi, in fondo. Durante l’allenamento, il nostro Barzagli ha visto una coccinella in campo, ha raccolto l’animaletto e lo ha affidato al raccattapalle perché lo mettesse al sicuro. Awwww, non è un amore? Aspetta, non avevo appena detto che un calciatore non può essere un esempio?…

Piccolo è bello!!!!111!!uno. L’Olanda non è qualificata, ma Irlanda del Nord, Albania e Islanda sì. In attesa che Alberto Angela chiarisca anche questo mistero, ci godiamo partite entusiasmanti come Austria-Ungheria (chissà gli Asburgo per chi fanno il tifo) o Albania-Romania. Il bello è che alcune vanno pure forte. Con buona pace degli olandesi.

a cura di Stefano Francescato

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