BOCCIATI SUL CAMPO: E QUANDO PENSI CHE SIA FINITA, E’ PROPRIO ALLORA CHE COMINCIA LA SALITA

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A cura di Stefano Francescato

Il campionato è ormai agli sgoccioli, tutto è già deciso, ma nonostante la scialberia degli ultimi weekend di Serie A continuano a esserci lezioni da imparare, da ricercarsi anche nella Formula 1, nel ciclismo e negli altri grandi eventi che possiamo assaggiare in questo antipasto di estate. Pronti?

– Forse forse non era Mazzarri il problema (ma forse, eh): Mancini sembrava da solo la soluzione a tutte le grane dell’Inter, un supereroe in grado di salvare il pianeta minacciato dagli alieni. Invece si è scoperto, dopo i tre calciorotanti alla Chuck Norris incassati dal Genoa, che la sua media punti è più bassa di quella di Mazzarri. Incredibile. Ma se è vero che l’Europa, a furia di licenze negate a quelli davanti, potrebbe pure arrivare, è anche vero che stanno risalendo anche le altre squadre dal basso, tra cui gli odiati cugini…

– Il Milan ha trovato la soluzione ai suoi problemi, ma non si sa quale sia. Due vittorie di fila, di cui l’ultima 3-0, avranno pure una causa. Andando per esclusione (l’allenatore no, il presidente nemmeno, i giocatori figuriamoci), ne rimangono solo due possibili: la nuova divisa o il taglio di capelli di Paletta, invocato da mesi dai tifosi italiani. Ora i rossoneri giocano con Celentano in campo, ma se continuano a cantarle agli avversari potrebbe anche andare bene.

– Per allenare i galacticos non basta essere i migliori. Il Real, defenestrato dalla Juve in Champions e dal Barcellona in campionato, esonera Ancelotti, uno che, in fondo, di coppe ne ha vinte solo quattro. Ma i blaugrana non se la passano meglio: anche se vincessero la finale Luis Enrique ha già le valigie in mano. Motivo? Ha litigato con Messi. Colpa imperdonabile. Capite perché le panchine dei grandi club sono un porto di mare?

– “Eppure in Sardegna le montagne non erano così ripide…” Ovviamente si scherza, il talento di Fabio Aru non è assolutamente in discussione, ma il rivale quest’anno è un vero mostro. Contador, uno che il Giro l’ha già vinto ma non si sa quante volte causa revoche, si sta lasciando dietro tutti e il sardo, il più vicino, è a 2’35”. La speranza è che il ragazzo di casa nostra ripeta l’impresa di Nibali al Tour dell’anno scorso, quando lo costrinse al ritiro, ma l’impresa non è facile. In fondo, non sarebbe bello vedere sul podio a Milano un corridore di casa nostra?

 

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